I titolari di un'azienda agricola di Coriano i killer del lupo appeso alla pensilina

Le associazioni animaliste pronte a costituirsi parte civile nei confronti degli accusati

Si sono concluse con la denuncia a piede libero di due individui, ritenuti dagli inquirenti gli autori della feroce uccisione di un lupo ritrovato impiccato alla pensilina della fermata dell'autobus a Coriano lo scorso novembre, le indagini dei carabinieri Forestali di Rimini. A finire nei guai sono stati un 82enne e un 43enne accusati di maltrattamento, cattura, uccisione e furto aggravato. Dal ritrovamento della povera bestiola, gli inquirenti hanno cercato di capire i motivi della feroce uccisione e, allo stesso tempo, di risalire a chi aveva messo in scena la barbara esposizione. Fondamentali sono stati i filmati delle telecamere a circuito chiuso i cui occhi elettronici hanno permesso di risalire a un Volkswagen Trasponder che, verso le 4, si trovava nella zona del ritrovamento. Il mezzo è risultato essere intestato a un'azienda agricola di Coriano e, la lente d'ingrandimento dei carabinieri Forestali, si è concentrata sul titolare e i suoi collaboratori. 

I tabulati telefonici, acquisiti dagli inquirenti, hanno permesso di scoprire che, sempre verso le 4, il 43enne, dipendente dell'azienda agricola aveva cercato di contattare il padre 82enne del titolare. Allo stesso tempo, la perquisizione del furgone ha permesso di individuare elementi utili, tracce ematiche e peli, che sono stati raffrontati con quelli della carcassa e trovati identici al test del Dna. L'autopsia sul lupo, inoltre, ha permesso di scoprire che l'animale era stato prima avvelenato con del topicida e, poi, finito bastonate che gli avevano spaccato la scatola cranica.

LE FOTO DI QUEL GIORNO: Lupo trovato impiccato alla fermata del bus

In occasione della perquisizione nell'azienda agricola, inoltre, i carabinieri Forestali hanno accertato anche altri reati come macellazione clandestina, maltrattamenti di animali, abbandono di rifiuti, detenzione illecita di animali pericolosi per i quali sono stati denunciati a piede libero il titolare, un 48enne, e lo stesso 82enne. Secondo gli inquirenti dell'Arma, il movente sarebbe da ricercare negli assalti subìti alle greggi dei proprietari dell'azienda agricola che si sarebbero voluti fare giustizia da soli. Le associazioni animaliste riminesi hanno già annunciato che si costituiranno parte civile al processo nei confronti degli autori dell'uccisione.

Il video delle indagini

Se le due persone denunciate dai carabinieri per l’uccisione di un lupo a Coriano (Rimini) dovessero essere rinviate a giudizio, l’Ente Nazionale Protezione Animali parteciperà al procedimento in qualità di parte civile. Così l’associazione animalista dopo la svolta nell’attività investigativa sulla morte del povero animale. L’indagine era scattata lo scorso novembre in seguito al ritrovamento del corpo di un esemplare di lupo, barbaramente ucciso e poi appeso alla pensilina di una fermata dell’autobus, a Coriano (Rimini). A scoprire il cadavere dell’animale furono alcuni studenti che stavano andando a scuola e si erano recati alla fermata per prendere l’autobus.

"Ringraziamo di cuore l’Arma dei carabinieri per lo straordinario impegno e la grande efficienza con cui ha condotto le indagini, arrivando alla svolta di oggi. In particolar modo, ringraziamo Aldo Terzi, colonnello e comandante del Comando Gruppo carabinieri Forestale di Rimini, e i suoi uomini. Auspichiamo – dichiara la presidente nazionale di Enpa, Carla Rocchi che la magistratura possa fare chiarezza su questo efferato animalicidio, infliggendo ai responsabili una pena esemplare, in linea con la gravità dei reati commessi. Che vanno, lo ricordiamo, dall’uccisione di animali, alla cattura e al furto di fauna selvatica".

Individuare e sanzionare gli autori dei reati contro la fauna selvatica è fondamentale perché, in un Paese come il nostro, dove il bracconaggio la fa da padrone, nessuno deve poter pensare di godere di una qualche forma (del tutto presunta) di impunità. Reprimere con severità questi delitti significa lanciare un messaggio chiaro: che la tutela delle specie protette e delle specie particolarmente protette non è una terra di nessuno.

IL PLAUSO DELLA LAV - "Oggi, i nostri complimenti vanno alla Procura della Repubblica di Rimini e ai Carabinieri Forestali che, grazie al loro impegno, sono riusciti a individuare i presunti responsabili di un atto così efferato e crudele. Mentre dobbiamo ancora una volta constatare la totale assenza del Ministero dell’Ambiente che su un fatto così grave non ha colto l’opportunità di condannare pubblicamente il fenomeno del bracconaggio". “La LAV si costituirà parte civile nel processo che si aprirà nei confronti dei due presunti responsabili – dichiara Massimo Vitturi, responsabile LAV, Animali Selvatici - chiediamo che anche il Ministero dell’Ambiente partecipi al procedimento giudiziario, così da dare un chiaro segnale dell’impegno istituzionale nel contrasto al bracconaggio. I lupi rappresentano per Legge un patrimonio dello Stato, cioè di tutti i cittadini e il Ministero dell’Ambiente non può limitarsi a fare solo la conta dei circa 300 animali uccisi ogni anno!”.

LE CONGRATULAZIONI DEL COMUNE DI CORIANO - La vicenda della truce uccisione del lupo a Coriano, giunge oggi ad una svolta importante, grazie all’impegno dell’Arma dei Carabinieri si può così iniziare la fase giudiziaria per coloro che le indagini hanno indicato come i possibili esecutori di questo terribile gesto. Siamo grati agli investigatori ed agli inquirenti dell’Arma che cosi celermente ma in modo approfondito hanno condotto queste indagini.

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