Hacker contro la deputata Sarti, il M5S: "Fosse successo alla Santanché...."

Non è da sottovalutare l’aggressione alla posta personale e-mail della deputata grillina Giulia Sarti. A riportare la vicenda al centro delle cronache è il gruppo grillino di Montecitorio. Sul fatto è aperta un’indagine e l'M5S torna a chiedere "chiarezza"

Non è da sottovalutare l’aggressione alla posta personale e-mail della deputata grillina Giulia Sarti. A riportare la vicenda al centro delle cronache è il gruppo grillino di Montecitorio. Sul fatto è aperta un’indagine e l'M5S torna a chiedere "chiarezza" sul"hackeraggio”. Ma la polemica sulle mail diffuse in rete non porta alcuna diversificazione nel fronte politico: non serve nessuna nuova legge, dicono un po' tutti.

 I cinque stelle ne fanno soprattutto un problema politico: secondo il gruppo grillino di Montecitorio, se la diffusione delle mail dalla deputata 5 Stelle Giulia Sarti, "fosse toccato a Daniela Santanché, a Rosi Bindi o alla giovane Giorgia Meloni... alto si sarebbe levato l'urlo d'indignazione dell'intero emiciclo parlamentare"; mentre "quello che accade al deputato Giulia sta passando, nell'indifferenza di tutti". Ma a parte questo, il M5S non vuole che sia messo in discussione il "diritto all'invettiva".

L'idea di intervenire con una nuova legge per mettere un freno alle aggressioni via web, suggerita dal presidente del Senato Grasso, sembra ormai tramontata. Anche la presidente della Camera Laura Boldrini spiega che nella sua iniziativa di denuncia contro gli attacchi ricevuti sul web non vi era alcuna volontà di intervenire con nuove norme. "Mai parlato di anarchia o nuova legge per web. L'obiettivo è arginare la violenza contro le donne, anche in rete",spiega sul suo profilo twitter.

La Boldrini, in questa iniziativa, di fatto riprende la crociata, che era valsa molte polemiche solo pochi mesi fa, intrapresa dal sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci. La Boldrini chiude così la questione aperta con la sua denuncia contro le aggressioni subite. La presidente della Camera aveva chiesto un discussione su una dato ormai incontrovertibile: "Se il web è vita reale e produce effetti reali,non possiamo più considerare meno rilevante quello che accade in rete", reati compresi.

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