Coppia diabolica specializzata nello svaligiare gli appartamenti dei residence

I malviventi avevano messo a punto un piano particolareggiato che gli ha permesso di mettere a segno oltre 20 colpi

Al termine di un'articolata indagine i carabinieri della Compagnia di Riccione hanno arrestato tre persone, e dunciato a piede libero una quarta, specializzati nello svaligiare gli appartamenti dei residence dove vivevano. L'inchiesta era partita nella primavera del 2018 dopo un incendio, scoppiato nell'ex Bobo di Misano, quando gli inquirenti dell'Arma hanno iniziato ad indagare sulla vicenda. Nel corso degli accertamenti sono emersi un uomo di 38 e la compagna di 36 anni entrambi di origini pugliesi che, per gli investigatori, avevano messo in piedi una lunga serie di furti. La coppia, in particolare, nel marzo del 2018 dopo essersi installati in un residence avevano raggirato le addette delle pulizie per impossessarsi delle chiavi dei vari appartamenti. Una volta ottenute le copie, i malviventi hanno iniziato a svaligiare le stanze di tutti gli oggetti di valore per una somma stimata dai carabinieri in 60mila euro. Oltre ai preziosi, a sparire erano anche le auto parcheggiate in zona aperte sempre grazie alle chiavi ritrovate nelle camere delle vittime.

Messi sotto intercettazioni, i conviventi sono stati sentiti dai carabinieri mentre progettavano altri colpi e parlavano di clonare le targhe dei veicoli rubati e di modificare i numeri di matricola. La 36enne, inoltre, gestrice di un bar all'interno di un distributore di benzina nei pressi del'uscita del casello autostradale di Riccione ha escogitato un altro colpo. Approfittando dell'ingenuità di una dipendente di origini svedesi, nel corso della notte insieme a un complice finito anche lui nei guai, la gestrice ha svaligiato il locale portando via tutto per un bottino di 1000 euro. La dipendete, quando la mattina era andata a riaprire il locale, aveva dato l'allarme me, a questo punto, è scattata la trappola dei malviventi. La 36enne, infatti, ha accusato la svedese di essere l'autrice del furto iniziandola a minacciare costringendola a restituire lo stipendio come risarcimento del colpo.

Con lo stesso modus operandi, poi, la coppia si è trasferita in un altro residence nella zona Abissinia di Riccione dove hanno messo in atto gli stessi crimini commessi nella loro precedente residenza. In una precedente indagine, inoltre, che vedeva indagato il 38enne per intestazione fittizia di beni l'autorità giudiziaria aveva messo sotto sequestro un loro appartamento. La coppia, nottetempo, aveva vìolato i sigilli per impossessarsi dei loro beni e, successivamente, avevano denunciato il furto. In tutto sono una ventina i colpi messi a segno nelle stanze dei residence ma, i carabinieri, nel giugno del 2018 sono riusciti a recuperare l'80% della refurtiva poi restituita ai legittimi proprietari. Un ulteriore colpo, che ha fruttato oltre 80mila euro, è stato messo a segno in Svizzera grazie a delle chiavi di un appartamento che la vittima aveva lasciato nel residence dove era venuta in vacanza e ripulito dalla coppia.

Al termine delle indagini, il gip ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti del 38enne, della 36enne e il fratello di lui, un 32enne per i furti e l'estorsione nei confronti della svedese. Il quarto uomo, il titolare di un Compro oro, è stato indagato per ricettazione in quanto avrebbe aiutato il trio a piazzare parte della refurtiva.

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