Detenuto scappa sul tetto del carcere e minaccia di buttarsi nel vuoto

L'uomo, che si trovava nel cortile per l'ora d'aria, in preda a un accesso di follia protestava per la sua "ingiusta" detenzione

Giornata agitata, quella di venerdì, nel carcere riminese dei "Casetti" con un detenuto che è improvvisamente scappato dal cortile dell'ora d'aria per poi arrampicarsi sul tetto della struttura e minacciare di buttarsi nel vuoto. L'uomo, un iraniano 40enne, era già noto per i suoi problemi mentali tanto che, di recente, era tornato nella casa circondariale dopo un periodo trascorso in una struttura sanitaria. Durante l'ora d'aria, mentre era nel cortile con gli altri detenuti e sorvegliato dagli agenti della Penitenziaria, con uno scatto fulmineo ha iniziato ad arrampicarsi sulla struttura fino ad arrivare al tetto ad un'altezza di circa 12 metri. In preda a un accesso di follia, lo straniero ha iniziato a urlare frasi sconnesse, protestando per la sua detenzione che ha definito "ingiusta" e prendendosela con la magistratura italiana che lo aveva costretto in carcere, minacciando di gettarsi nel vuoto. Due agenti della Penitenziaria lo hanno raggiunto sul tetto, che presenta un piano inclinato, ma ogni volta che cercavano di farsi avanti il 40enne si avvicinava sempre più al ciglio. La tensione è durata per oltre un'ora fino a quando, mentre i primi due lo distraevano, altri due agenti sono saliti sul tetto e, senza farsi scorgere tenendosi l'uno con l'altro per il cinturone per non cadere di sotto, sono riusciti a bloccare l'esagitato e a riportarlo a terra sano e salvo.

"Una situazione pericolosa - ha sottolineato Massimiliano Vitale, delegato regionale del Sappe, il sindacato della polizia Penitenziaria - che solo grazie alla straordinaria professionalità dei colleghi si è risolta nel migliore dei modi senza che nessuno si facesse male. Purtroppo, però, è solo grazie a questa che il carcere riminese dei 'Casetti' riesce ad andare avanti dato che, alla vigilia dell'estate, la carenza di organico è sempre più endemica. Oltre a dover scontare l'assenza di più di 40 agenti per una copertura completa ed efficiente dei turni, infatti, la casa circondariale non ha un direttore in pianta stabile da anni e, adesso, è venuta a mancare anche la presenza di un dirigente della Penitenziaria".

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