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Continuava a vendere cuccioli malati, trafficante recidivo di animali in manette

L'indagato era già finito nei guai per aver messo in vendita i poveri animali provenienti dall'Est Europa

E' scattata nella prima mattinata di lunedì l'operazione "Sweet puppies" dei carabinieri Forestali e della polizia di Frontiera di Rimini che ha permesso di interrompere un commercio clandestino di cuccioli di cani e l'arresto di un 36enne già finito nei guai in passato per reati analoghi nell'ambito dell'operazione "Luxury dog". L'inchiesta era partita da Morciano di Romagna quando era stato scoperto che l'indagato, nonostante fosse stato colpito da un provvedimento che lo obbligava a non detenere animali da affezione. Nonostante questo, il 36enne era stato scoperto in possesso di diversi cani che, oltre a non essere adeguatamente custoditi, arrecavano disturbo ai vicini di casa.

La perquisizione effettuata dalle forze dell'ordine aveva permesso di individuare numerosi indizi su un traffico di animali messo in piedi dal 36enne il quale era stato trovato in possesso di 3 telefoni cellulari e 2 tablet utilizzati per mettere in vendita i cuccioli oltre a 17 pitbull. E' stato a questo punto che è entrata in scena la Polaria con gli agenti che, in passato, avevano svolto una serie di indagini sul traffico di animali proveniente dall'Est Europa. Secondo quanto emerso il 36enne, attraverso internet, metteva in vendita cagnolini di varie razze a prezzi tra i 1000 e i 2000 euro rassicurando gli acquirenti sulle perfette condizioni degli animali e fornendo loro i pedigree. Una volta concluso l'affare sul web, però, l'indagato non avrebbe mai consegnato gli animali o rifilava agli acquirenti cuccioli che non avevano nulla a che fare con quelli prospettati agli acquirenti.

Quelli che riuscivano ad arrivare in Italia, invece, erano sottoposti a uno stress incredibile dovendo affrontare un viaggio infernale pieno di sofferenze. I cuccioli, inoltre, nonostante le rassicurazioni sulla loro salute e sulle vaccinazioni erano tutti gravemente malati. Un modus operandi, quello del 36enne, che era già emerso quando era stato implicato in un'operazione analoga nel febbraio del 2019.

Le analisi dei movimenti sui conti correnti effettuate dagli inquirenti hanno evidenziato movimentazioni per decine di migliaia di euro, tutte riferibili all’attività dell'indagato sull’intero territorio nazionale. Nell’ordinanza il GIP ha anche disposto il sequestro preventivo, mediante oscuramento, della pagina web utilizzata per la pubblicazione degli annunci di vendita.

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