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A Natale è arrivato un nuovo fiocco azzurro alla "Seconda Stella a destra"

In circa due anni di attività del gruppo appartamento per la maternità difficile sono già nati cinque bimbi, l'ultimo dei quali durante le festività natalizie

Lo scorso Natale, oltre agli addobbi, l'appartamento “Seconda Stella a Destra” ha potuto esporre un bel fiocco azzurro. Il quinto. Sì perchè in circa due anni di attività del gruppo appartamento per la maternità difficile sono già nati cinque bimbi, l'ultimo dei quali durante le festività natalizie. Oltre alla neo-mamma, in questo periodo presso l'appartamento “Seconda stella a destra” sono ospiti altre due mamme con due bimbi, un maschio e una femmina.

Sono donne che vengono da Paesi diversi, sono di etnìè diverse, parlano lingue diverse e hanno storie diverse, ma sono accomunate dal fatto di aver accettato la vita. Di aver accettato cioè un percorso di presa in carico che le aiuterà – attraverso un alloggio temporaneo e altre iniziative di sostegno – a ricostruirsi una vita insieme ai loro bambini, invece che interrompere le gravidanze.

Questa è proprio la logica che ha portato, nell'ottobre 2010, alla nascita del gruppo appartamento “Seconda stella a destra”. L'iniziativa nasce dalla collaborazione con il Comune di Rimini (che ha messo a disposizione l'alloggio in comodato d'uso gratuito) e con la rete delle associazioni “pro life”, che tra l'altro mettono a disposizione corredini, carrozzine, pannolini, un sostegno concreto ed immediato alle mamme: un apporto fondamentale.

Da ancor più tempo sono infatti attivi, nei Consultori dell’Ausl di Rimini, percorsi mirati alla presa in carico di donne che richiedano l’interruzione volontaria di gravidanza adducendo difficoltà anche di tipo economico. Percorsi che si concretizzano, qualora richiesti, con progetti personalizzati e condivisi con la donna stessa, e che coinvolgono l’intera rete dei servizi del territorio.

Una partita sulla quale l'Ausl, pur avvalendosi come detto della collaborazione di vari soggetti pubblici e del terzo settore, non lesina risorse proprie. Sono circa un centinaio l’anno le donne che, recatesi presso il consultorio per chiedere il certificato di interruzione volontaria di gravidanza, dopo i colloqui con gli operatori cambiano idea e, talvolta a fronte della realizzazione di un percorso e di un progetto personalizzato per loro, portano a termine la gravidanza.

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