A Pennabilli la tradizionale e suggestiva “Processione dei Giudei”

L’intero borgo medievale si cala in un’atmosfera d’altri tempi, di rara ed unica suggestione: il luogo, le luci fioche nella notte, i suoni, i riti, aggiungono forza emotiva a questa antichissima, sacra rappresentazione

Venerdì 14 marzo 2017 alle ore 21:00, dopo la liturgia pasquale in Cattedrale, presieduta dal S.E. Mons. A. Turazzi, vescovo della Diocesi di San Marino e Montefeltro, si darà avvio alla antichissima sacra rappresentazione del Venerdì Santo a Pennabilli, ossia, la tradizionale “Processione dei Giudei”. È un appuntamento di grande importanza e di raccoglimento per i fedeli di tutta la vallata, che coinvolge il pubblico in una complicità drammaturgica commovente. Il paese sarà illuminato solo da fiaccole, da antichi lampioncini artigianali in carta colorata, e da bracieri infuocati. In un’atmosfera solenne sfileranno figuranti in costume cinquecentesco, accompagnati da canti medievali e preghiere, per la Rievocazione storica della Passione di Cristo. La processione partirà alle 21:00 dalla chiesa della Misericordia, e sfilerà lungo vicoli dal castello di Penna al Castello di Billi.

L’intero borgo medievale si cala in un’atmosfera d’altri tempi, di rara ed unica suggestione: il luogo, le luci fioche nella notte, i suoni, i riti, aggiungono forza emotiva a questa antichissima, sacra rappresentazione. Durante la processione, agli uomini delle confraternite (Confraternita del Pio Sodalizio della Madonna di Loreto e confraternita del Santissimo Sacramento), vestiti con i tradizionali abiti, spetta il compito di trasportare a spalla una rarissima scultura in cartapesta policroma datata 1631, raffigurante la Madonna e il Cristo morto, che esce dalla chiesa della Misericordia solo in questa notte del Venerdì Santo.

Il gruppo scultoreo è accompagnato in processione da preghiere e canti popolari che richiamano antichi ritmi e melodie della tradizione. Particolarmente suggestive sono le voci delle donne, che seguono le figure sacre, cantando lo Stabat Mater, che costituisce un patrimonio storico nella memoria degli abitanti di Pennabilli, o di chiunque abbia assistito alla processione. Assieme ai fedeli in corteo, partecipano alla processione in caratteristico costume cinquecentesco: i soldati romani in marcia al rullo dei tamburi, le pie donne, il Cireneo e il Cristo, oppresso dal peso della Croce, e gli incappucciati che inalberano i simboli della passione. Infine, il corteo arrivato al monastero delle Monache Agostiniane, sosta brevemente dentro la piccola chiesa. Le alture della Rupe, ai piedi dell’antico monastero agostiniano, richiamano il Golgota, in un contesto naturale fortemente solenne e suggestivo, illuminato solo da torce e falò, viene rievocata la Rievocazione della Passione e Morte di Gesù a cura della Filodrammatica Pennese.

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