A Riccione il "no" alle pale eoliche approda in Consiglio: "Rischiano di essere un disastro"

L'assessore Ermeti: "Noi vogliamo il referendum, ambiente ed economia coesistono se non si uccide il mare. E la Regione con chi sta? Prenda una posizione"

Il no alle pale eoliche condensato in un ordine del giorno della coalizione di maggioranza a Riccione, arriva il 25 giugno, giovedì prossimo, in Consiglio Comunale convocato in presenza in Municipio, seduta a porte chiuse, alle ore 20. All'ordine del giorno oltre all'approvazione del rendiconto della gestione per l’esercizio 2019, la costituzione di diritto di superficie per lo “Spazio Tondelli”, lo schema di convenzione con il Comune di Bellaria - Igea Marina per la gestione associata funzioni di polizia locale con Riccione, Coriano e Misano Adriatico, anche l'ordine del giorno sulla "disabilita' - inclusione sociale", ma soprattutto quello del "no alle pale eoliche, orizzonte libero!", presentato dai gruppi consiliari di maggioranza e sostenuto dall'intera coalizione compreso Popolo della Famiglia e Fratelli d'Italia. 

"Le pale eoliche come pensato dal progetto della provincia di Rimini su cui però l'attuale Giunta regionale non si è ancora espressa ufficialmente, non sono decisive per l'ambiente, né per l'economia, ma solo dannose per il nostro litorale - ha detto l'assessore all'Ambiente Lea Ermeti -. E soprattutto rischiano di essere un disastro che impegnerà i soldi dei contribuenti chissà per quanti anni, senza portare un risparmio visibile, ad esempio, sulle bollette per le famiglie. I cittadini devono dire la loro, per questo vogliamo un referendum".

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Continua Ermeti: "Va riconsiderato nel computo dei costi benefici totali quanto turismo perderemo perché i bagnanti avranno la sensazione che abbiamo costruito in mare. Prendiamo ad esempio le pale che si volevano impiantare al largo del Molise con un progetto simile a quello riminese e presentato nel 2006: quel progetto fu bocciato dal Governo, dopo il ricorso della Regione Molise e la lunga battaglia del sindaco di Termoli. Vorrei sottolineare che non è una questione di schieramenti politici ma di scelte condivise e di trasparenza degli atti. A questo punto ci chiediamo, la Regione Emilia Romagna che cosa vuole fare della costa romagnola che col turismo provvede al sostentamento di tante famiglie. Non bastavano le trivelle? In questi mesi abbiamo visto come l'economia turistica sia la più delicata tra le industrie italiane e come soffra a riprendere quota dopo le grandi crisi internazionali come il Covid. Cosa ne sarà se deturpiamo definitivamente la materia prima di questa industria, il mare e l'orizzonte libero?. La Regione oggi, dopo anni dalla presentazione del progetto e mi rivolgo all'assessore all'Ambiente, prenda una posizione, sta con la Romagna e i romagnoli o con gli interessi di altro genere?".

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