"A Rimini manifestazioni indette quasi solo per bere molto e posti dove si usano stupefacenti"

Il Procuratore della Repubblica, Paolo Giovagnoli, analizza la classifica sulla criminalità de Il Sole24Ore

Sono in calo i reati nella provincia di Rimini, nonostante le relative classifiche del Sole 24 Ore piazzino la città rivierasca ai primi posti in negativo. Se ne discute a Bellaria-Igea Marina al convegno "Diamo i numeri? La criminalità nella provincia di Rimini" nell'ambito della due-giorni promossa dall'Osservatorio provinciale sulla criminalità organizzata all'interno del progetto "La città sicura. La percezione della sicurezza tra numeri e prevenzione" promosso da Regione, Comune, Osservatorio e associazione Dig. Le ultime statistiche, del periodo luglio 2016-luglio 2017, rispetto all'anno precedente, le fornisce il procuratore capo del Tribunale di Rimini, Paolo Giovagnoli, sottolineando che "i dati sono estremamente variabili e occorre capire cosa prendere".

Nello specifico le estorsioni con autori noti sono passate da 76 a 67, con ignoti da 46 a 36; le rapine, rispettivamente, da 155 a 146; i furti in abitazione, su cui pesano le seconde case, da 105 a 85 e da 1.847 a 1.455. Detto che, aggiunge, "nessuno è contento che ci siano reati, non ho la percezione che sia una città con criminalità intensa, bensì che sia relativamente tranquilla". Poi certo "è più frequentata di tre città vicine, ci sono manifestazioni indette quasi solo per bere molto e ci sono posti dove si usano sistematicamente stupefacenti". Insomma Rimini è "un po' sopra le righe rispetto alle altre città della via Emilia". Senza dimenticare, conclude, che sui reati efferati come il doppio stupro di questa estate, l'aggressione a Gessica Notaro e i due omicidi di albanesi, gli autori sono stati scoperti e portati rapidamente a giudizio. 

Al suo fianco il giornalista del Sole 24 Ore, Giacomo Bagnasco, dà le sue statistiche, che confermano un calo del 7% dei reati a Rimini tra 2015 e 2016. Ma con "valori comunque alti: 7.204 ogni 100.000 abitanti, solo Milano fa peggio". Le estorsioni sono in aumento del 40%, la città è prima per furti ed è "vulnerabile" a quelli negli esercizi commerciali. Rimini, aggiunge Roberto Cornelli, criminologo all'università Bicocca di Milano, essendo in cima alle classifiche sui reati è un "caso interessante per destrutturare gli argomenti, andando a coniugare dati e letture istituzionali con l'analisi storica, quella delle scienze social e della criminologia per creare una "storia del presente dei fatti criminali". E proprio a Cornelli l'Osservatorio ha commissionato una ricerca sulla criminalità in provincia di Rimini.
(Agenzia Dire)

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