A San Giovanni consegnate oltre quattromila mascherine grazie alla Protezione civile e a 40 volontari

La volontaria Antonella: "Abbiamo raggiunto civici inarrivabili pur di arrivare a tutti con un piccolo segno tangibile di solidarietà e di presenza delle istituzioni e non solo"

Si è conclusa giovedì a San Giovanni la consegna porta a porta delle mascherine messe a disposizione dalla Regione Emilia-Romagna ed organizzata dalla Protezione Civile Riviera del Conca, che riunisce i Comuni di San Giovanni, Cattolica, Riccione, Misano Adriatico e Coriano. Ogni nucleo familiare marignanese residente ha dunque ricevuto una mascherina nella propria buchetta delle lettere. Complessivamente sono state distribuite oltre 4000 mascherine da più di 40 volontari che rappresentavano 11 Associazioni marignanesi.

Le Associazioni marignanesi, fin dall’inizio dell’emergenza sanitaria, si sono messe a disposizione e reiventate per condividere con il territorio una nuova quotidianità e nuove modalità di incontro. Appena il Coi Riviera del Conca ha chiesto un supporto di volontari che fossero disponibili a svolgere questo servizio, è stata diramata una richiesta che in nemmeno due ore ha dato esiti davvero importanti.
Le mascherine sono state distribuite in quattro giornate, frazione per frazione, dalle Associazioni: Anspi Betania, Scuolinfesta, Pro Loco, Col Sorriso, Comitato Cittadino Frazione Pianventena, Chorus Marignanensis, Nuova Polisportiva A. Consolini Sez. Atletica, Arcieri della Spiga, Corpo Bandistico, Scout Agesci San Giovanni 1. Un sorriso, un saluto, uno scambio veloce è stata un’occasione per arrivare da tutti.

"Questa consegna è stata anche l'occasione per scambiare un saluto o gli auguri di Buona Pasqua e, soprattutto per le persone anziane, un modo davvero importante di farsi vicini. Ringraziamo tutti i volontari per la grande disponibilità e messa a servizio, ma soprattutto per il loro sorriso e buonumore che ci ha dato tantissimo - spiega l'amministrazione comunale - Suonare ai campanelli ed incontrarsi, seppure da lontano, sono state occasioni per i volontari e per i cittadini, di riscoprire il gusto del rapporto diretto e del dialogo, che in questi giorni é molto complicato. Sicuramente i volontari sono usciti da queste giornate felici, sia per aver in parte contribuito ad aiutare la Comunità che amano, che per aver raggiunto le persone. Questa emergenza ci chiede di ripensarci e ripensare il nostro modo di relazionarci e stiamo vedendo delle risposte davvero positive dal territorio. In questo momento così complesso e delicato va sicuramente riconosciuto il merito e l'onore di chi, senza esitazione, si fa trovare pronto nell'aiutare e sostenere gli altri. Conosciamo tantissime persone e realtà che si impegnano e ringraziamo ciascuno di loro. Valutare ciò che si può fare, ma anche costruire, mettere in campo il meglio di sé, oggi come ieri, oggi più di ieri, è una scelta. Siamo felici che in tantissimi camminino con noi”.

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I volontari a fine del servizio si sono subito messi a disposizione per ulteriori necessità con spirito di gratitudine. Tutti insieme ai ringraziamenti hanno risposto: "Grazie per averci permesso di dare una mano”, una di loro, Antonella, racconta: “Noi non conosciamo quali storie, quali lutti o quali rinunce appartengano alle persone, da quaranta giorni chiuse nelle tante case del borgo e delle periferie. So solo che abbiamo camminato, bussato, cercato di raggiungere civici inarrivabili pur di arrivare a tutti con un piccolo segno tangibile di solidarietà e di presenza sia delle istituzioni, sia di noi concittadini perché, alla fine,  da questa cosa ci dobbiamo tirare fuori tutti uniti”.

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