Abusata nel bagno della discoteca e filmata, rinviato a giudizio il presunto stupratore

La ragazzina, all'epoca minorenne, si era appartata nella toilette del locale insieme al ragazzo più grande

Il gip del Tribunale di Rimini ha rinviato a giudizio il ragazzo albanese 21enne accusato di aver violentato una ragazza, all'epoca minorenne, nel bagno di una nota discoteca dell'entroterra riminese. La presunta violenza risale all'inverno del 2016 quando, secondo la denuncia sporta successivamente dalla vittima, i due si erano appartati nella toilette del locale. La ragazzina, che aveva bevuto qualche drink di troppo, ha sempre sostenuto di essere stata abusata mentre si trovava in stato di semincoscienza. La vicenda era emersa quando le amiche della giovane, non vedendola più nel locale, avevano iniziato a cercarla e, arrivate nelle toilette, si erano rese conto che la ragazzina si trovava all'interno del bagno con il giovane. Non pensando a quello che stava succedendo, le ragazze avevano preso il cellulare e, insinuandolo al di là della porta chiusa, foilmarono la 17enne seduta sul water che, totalmente passiva, si faceva sfilare le mutandine dall'albanese il quale, a sua volta, sembrava si stesse apprestando chiaramente a consumare un rapporto sessuale.

In quel momento nessuna delle giovani intervenne e, il breve filmato, aveva iniziato a girare tra i cellulari degli adolescenti fino a quando arrivò anche alla minorenne che, spaventata per quanto successo e per nulla consapevole di quel rapporto, si rivolse diseprata alla madre che, subito, portò la figlia in caserma dai carabinieri. Gli accertamenti medici, secondo quanto emerse successivamente, avevano indicato che qualcosa è successo ma i sanitari non furono in grado di confermare la violenza che, per legge, viene comunque imputata al ragazzo 21 in quanto ha approfittato dello stato di ubriachezza della minorenne. Oltre al rinvio a giudizio, il gip del Trobinale di Rimini ha accolto come parti civili sia la presunta vittima che i genitori di lei. "Il processo è stato fissato, davanti ai giudici del Collegio, il prossimo 8 maggio - ha spiegato il legale dell'albanese, l'avvocato Umberto De Gregorio. - Abbiamo scelto il rito ordinario per controbattere, punto su punto, tutte le accuse che vengono mosse al mio assistito".

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