Abusivismo commerciale, il bilancio del Nucleo speciale di fine stagione: solo tre sequestri per merce contraffatta

Restano in linea con l’andamento degli ultimi anni, i rinvenimenti e i sequestri amministrativi: 957 quelli portati a termine al 15 settembre scorso, contro i poco più di mille della stagione passata

La vendita di merce contraffatta è nei fatti scomparsa dalla spiaggia di Rimini: solo tre i sequestri penali operati quest’estate dal Noac, il Nucleo operativo anti abusivismo commerciale della Polizia Municipale di Rimini che arrivati alla fine dell’estate riconsegna un bilancio che per numeri e caratteristiche consolida il trend già fotografato da un paio di stagioni a questa parte. Si conferma dunque quasi ridotta a zero la vendita di merce con marchi contraffatti, che già la scorsa estate erano fortemente ridotti: tre i sequestri da metà giugno allo scorso fine settimana, contro i 25 della passata stagione. Per dare riscontro del ridimensionamento, basti pensare che nell’estate del 2015 i sequestri penali furono 198.

Restano in linea con l’andamento degli ultimi anni, i rinvenimenti e i sequestri amministrativi: 957 quelli portati a termine al 15 settembre scorso, contro i poco più di mille della stagione passata. "La situazione anche quest’estate si è confermata stabile, all’interno di un trend ormai quadriennale che ha visto un deciso ridimensionamento del fenomeno – commenta l’assessore alla Polizia Locale Jamil Sadegholvaad –. La strategia operativa è ormai collaudata e funziona, permettendoci di tenere sotto controllo un problema non più invasivo come un tempo, con la quasi totale estinzione della vendita di capi contraffatti e dei ‘mercatini’ stanziali sulla spiaggia. Proseguiremo nella direzione tracciata e per questo ringrazio gli agenti che hanno prestato il loro servizio in collaborazione con le forze dell’ordine del territorio".

Nella stagione 2019, il contrasto al commercio non autorizzato sull’arenile ha subito sia un evidente, ulteriore ridimensionamento nei numeri che alcuni veri e propri mutamenti del fenomeno. In stragrande maggioranza, a Rimini, è stato esercitato da venditori provenienti dal Bangladesh, che propongono ai clienti soprattutto oggettistica varia, in particolare accessori per la telefonia mobile, dai caricabatterie ai power bank e le ormai famose sfere luminose. Non sono quindi più presenti sulle spiagge venditori che propongono  capi di abbigliamento o accessori di griffe false come avveniva fino a qualche anno fa, così come sono stati sporadici gli episodi di venditori stanziali. Anche quest’estate dunque l’attività del Noac, coadiuvato dal personale di polizia giudiziaria e dei vari distaccamenti, è stata intensa ma ha garantito ottimi risultati in termini numerici e di percezione del fenomeno da parte dei residenti e dei turisti.

Il servizio si è svolto con la stessa formula dei precedenti tre anni: il Nucleo ha operato con modalità flessibili su tre turni operativi dalle ore 7 alle ore 24 così come avvenuto negli ultimi anni. Per gli spostamenti sulla spiaggia, gli agenti hanno potuto utilizzare oltre alle mountain bike anche due nuovi quad, adatti per le proprie caratteristiche tecniche a muoversi sull’arenile, garantendo spostamenti più veloci.

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