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Venerdì, 12 Agosto 2022
Cronaca

Accoltellò il compagno di classe, mano pesante della Procura dei Minori

Nei confronti del ragazzino ipotizzato il reato più grave, resta da fissare la data per l'inizio del processo al Tribunale di Bologna

Nessuno sconto per il 14enne, ex studente dell'istituto "Alberti" di Rimini, che lo scorso 9 febbraio ha accoltellato all'addome un compagno di classe di un anno più grande durante una lezione nel laboratorio dell'Istituto professionale. La Procura dei Minori, infatti, nei suoi confronti ha ipotizzato il reato più grave: lesioni personali aggravate. Un'accusa pesante per il ragazzino nei cui confronti, inoltre, il pubblico ministero ha anche chiesto il giudizio immediato. Sarà ora il gip del Tribunale dei Minori a dover decidere sulla scelta del rito con il ragazzino che, se ritenuto colpevole, rischia una pesante condanna.

L'accoltellamento all'Istituto "Alberti" ha suscitato molto scalpore in città e non solo facendo emergere, tra le altre cose, preoccupanti casi di bullismo all'interno della scuola. A confessare tutto in lacrime, davanti agli inquirenti della Squadra mobile della Questura, era stato lo stesso accoltellatore che aveva ripercorso i motivi che lo avevano spinto a presentarsi a scuola con un coltello a serramanico in tasca. Il ragazzino, che frequenta il primo anno delle superiori, aveva infatti spiegato che da diverso tempo era stato preso di mira dal compagno di classe di un anno più grande con una serie di vessazioni psicologiche e insulti anche a sfondo sessuale. Una pressione continua che, col tempo, si era fatta insopportabile per il 14enne fino alla mattinata del 9 febbraio quando intorno alle 9 all'ennesima serie di insulti era esploso estraendo la lama per colpire il bullo all'addome. Un unico fendente, secondo quanto emerso, che solo di poco non aveva raggiunto il fegato dell'altro ragazzino che era riuscito ad uscire dal laboratorio di meccanica ed era stato soccorso dal personale scolastico che aveva poi dato l'allarme facendo accorrere alla scuola l'ambulanza del 118 e l'auto col medico a bordo.

Nel corso dell'indagine era poi emerso che anche il ferito, tutelato dagli avvocati Monica e Marco Lunedei, fosse stato a sua volta vittima di bullismo in quanto figura come parte offesa in un procedimento pendente davanti al Tribunale dei Minori di Bologna per il quale una "banda" di minorenni si è vista notificare un avviso di conclusione delle indagini che prelude a una richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura. Anche lui sarebbe stato vessato da un gruppo di coetanei che però non riguarderebbe l'ambiente scolastico. I genitori della vittima, inoltre, non avevano mai voluto accettare il fatto che nei giorni successivi all'accoltellamento il figlio fosse stato fatto passare per un bullo rigettando le ricostruzioni fatte sulla vicenda sottolineando come "non è possibile accettare il processo alla vittima".

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