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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Cronaca Riccione

Accoltellamento di Riccione, il minorenne scarica le responsabilità sugli amici

Nell'interrogatorio di garanzia il ragazzino ha spiegato di aver tentato di difendere le due vittime dalla furia dell'aggressore

Si è svolto nella giornata di mercoledì, alla Procura per i Minori di Bologna, l'interrogatorio di garanzia del 17enne componente della banda di sinti che lo scorso fine settimana ha accoltellato due ragazzi di Gradara. Il 17enne ha cercato di scaricare le responsabilità sugli altri tre componenti del gruppo, altri tre nomadi italiani di etnia sinti di 17, 25 e 27 anni tutti parenti tra loro, spiegando di aver tentato di frapporsi tra gli amici e le due vittime e di non essersi accorto, complice anche la grande confusione, del duplice accoltellamento. E' prevista per oggi, intanto, la convalida del fermo del quarto aggressore, un 28enne, che era fuggito dopo l'aggressione dei due 24enni e che si era consegnato ai carabinieri dopo due giorni di latitanza. Gli inquirenti, alla luce delle indagini, ritengono che sia proprio lui l'autore materiale delle coltellate. Per gli altri due maggiorenni, già ascoltati dal gip, l'imputazione è quella di tentato omicidio e al momento il giudice si è rifiutato di accogliere la richiesta dei difensori di mettere il 25enne e il 27enne agli arresti domiciliari lasciandoli, quindi, in carcere.

Tre nomadi sinti in manette per il duplice accoltellamento

La dinamica dell'aggressione è stata oramai completamente ricostruita dai carabinieri che hanno accertato come il gruppo di quattro nomadi, oltre al 21enne erano già stati arrestati un 17enne, un 25enne e un 27enne, intorno alle 2 nelle pertinenze del ristorante "La Mulata" avesse chiesto alle loro vittime dei soldi per comperare della cocaina. Al rifiuto dei due, i quattro sono passati alle vie di fatto. Hanno sferrato decine di schiaffi e pugni e in un secondo momento hanno utilizzato almeno un coltello a serramanico (non si esclude l'uso di più armi, ma l'ipotesi è in fase d'approfondimento). Dopo l'aggressione i sinti si sono dileguati a bordo di un'auto, mentre contemporaneamente il titolare del ristorante ha dato l'allarme al 118. L'immediata caccia all'uomo, che ha visto un dispiegamento di forze con settanta militari in campo, ha permesso di individuare i primi tre responsabili. Due sono stati trovati al campo nomadi in via Colombarina, il terzo in via Marecchiese. Nessuno ha confessato o ha collaborando con gli inquirenti.

Si rifiutano di dare soldi a un gruppo di nomadi e vengono accoltellati

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