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Accoltellò connazionale, arrestato a Rimini mentre chiede permesso di soggiorno

Manette per un marocchino 34enne ammanettato dalla polizia mentre chiede il rinnovo del documento. Su di lui pendono le accuse di tentato omicidio e rapina commessi in Puglia: a Cerignola aveva accoltellato il rivale per poi accompagnare la vittima presso l'ospedale e fuggire

Era oramai convinto di averla fatta franca il marocchino 34enne che, nel febbraio scorso aveva ferito un alla testa, al torace e ad un braccio un connazionale residente a Stornara, in provincia di Foggia. Poi, dopo averlo accompagnato in ospedale,aveva fatto perdere le proprie tracce.Il nordafricano, tuttavia, non aveva fatto i conti con gli inquirenti della polizia di Stato e, lo scorso 5 dicembre, si era presentato negli uffici della Questura di Rimini per rinnovare il permesso di soggiorno ma, quando il suo nome è stato inserito nei terminali, è emerso che la Procura della Repubblica di Foggia, su richiesta del commissariato di polizia di Cerignola, aveva emesso un decreto di fermo per il reato di tentato omicidio e rapina. Il giorno del ferimento, acquisiti i primi elementi, i poliziotti si erano messi subito alla ricerca del fuggitivo, che però era risultato irreperibile. Dalle successive indagini era emerso che l’uomo aveva raggiunto alcuni parenti in Emilia Romagna, ragion per cui gli agenti in divisa della città ofantina avevano immediatamente allertato i colleghi della questura di Rimini, che dopo alcuni giorni scoprirono che l’uomo era in città e stava progettando la fuga nella sua nazione d’origine.

La vittima, mentre dormiva, era stato colpito con un coltello alla testa da un suo connazionale (con il quale tra l’altro condivideva l’abitazione) che pretendeva che il malcapitato gli consegnasse il portafogli, contenente il denaro che di lì a poco avrebbe inviato alla moglie al figlio. L’ira dell’uomo non si fermò nemmeno alla consegna del denaro; infatti, nonostante avesse ottenuto quanto richiesto, continuò ad infierire contro l’amico prima al torace - dove la lama del coltello sfiorò il cuore - e poi ad un braccio. Un altro marocchino, che nel frattempo dormiva in un appartamento confinante, udendo le urla, si diresse verso il luogo dell’aggressione. Qui trovò il soggetto riverso a terra in una pozza di sangue ed il suo aggressore, che finse di non sapere nulla, e che aiutò l’uomo ad accompagnare il ferito presso l’ospedale Tatarella. Il 5 dicembre, dopo le formalità di rito il 33enne è stato accompagnato presso la casa circondariale di Rimini, dove tuttora è detenuto a disposizione della Procura della Repubblica di Foggia. Il ferito, dopo il decorso ospedaliero, dopo trenta giorni di prognosi riservata è stato dimesso dagli Ospedali Riuniti dove era stato trasferito

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