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Mercoledì, 26 Giugno 2024
Cronaca

Accoltellò una guardia carceraria durante la detenzione, assolto perchè incapace di intendere e volere

Somale Duula era stato anche l'autore dei feroci accoltellamenti di 6 persone, tra cui un bambino di 5 anni, seminando il terrore su un autobus e per le strade di Rimini l'11 settembre del 2021

Nuova assoluzione, perchè ritenuto completamente incapace di intendere e volere, per Somale Duula, il 27enne somalo difeso dall'avvocato Luca Montebelli che seminò il terrore su un autobus e per le strade di Rimini l'11 settembre del 2021 accoltellando 6 persone tra cui un bambino di 5 anni. Lo straniero era già stato ritenuto innocente per quella vicenda proprio a causa delle sue condizioni mentali e, questo secondo processo, riguardava l'aggressione ad un agente della polizia Penitenziaria avvenuta il 9 dicembre del 2021 durante la sua detenzione. In quella occasione il 27enne aveva aggredito la divisa ferendola con un coltello ed era finito a giudizio per lesioni e resistenza. Alla luce della perizia psichiatrica a cui lo straniero era stato sottoposto in occasione del primo giudizio e che lo ha dichiarato un soggetto altamente pericoloso e affetto da una grave patologia di schizofrenia paranoide che lo porterebbe a compiere gli stessi atti, il gup ha disposto ulteriori 2 anni, che si vanno ad aggiungere gli 8 già deliberati, nella Residenza per l'esecuzione delle misure di sicurezza dove si trova attualmente. 

Le precarie condizioni mentali di Duula erano già emerse fin dal suo arresto quando, durante l'interrogatorio di convalida, era apparso in stato confusionale rispondendo in maniera vaga alle domande del giudice. Il 27enne sosteneva di essere perseguitato da "una donna tedesca" e che gli inquirenti dovevano "cercare la persona che mi vuole fare del male e proteggermi". Il somalo, inoltre, prima degli accoltellamenti dell'11 settembre 2021 si era rivolto alla Questura sempre per raccontare di essere stato vittima di una fantomatica aggressione. Allo stesso tempo aveva anche una sorta di mania di persecuzione da "una donna senza mani" e la fobia di essere ripreso da macchine fotografiche o telecamere. Sarebbe stata proprio quest'ultima avversione a far scattare nello straniero la mola che aveva portato agli accoltellamenti dei due controllori di Start Romagna, tre passanti e il piccolo Tamin che all'epoca aveva appena 5 anni.

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