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Venerdì, 24 Maggio 2024
Cronaca Misano Adriatico

Accusato di aver dato alle fiamme la piscina dei vicini, ristoratore a processo

All'epoca si era ipotizzato un attacco omofobo ai gestori dell'impianto ma le indagini che avevano portato ad individuare il presunto autore avevano fatto emergere uno screzio tra vicini

Non fu un attentato omofobo l'incendio doloso che, nella notte tra il 22 e il 23 giugno del 2022, devastò il gazebo della reception della piscina olimpionica di Portoverde a Misano ma, secondo le indagini, uno screzio tra vicini e adesso per quel rogo è stato rinviato a giudizio un ristoratore 71enne originario di Nuoro che avrebbe appiccato le fiamme per una sorta di rivalità economica dovuta al successo del bar dell'impianto frequentato da clientela giovane. L'imprenditore è stato rinviato a giudizio e il processo, davanti al giudice monocratico, è stato fissato per il prossimo 10 novembre. A sostenere la matrice omofoba all'epoca erano stati i due soci che gestivano l'impianto, Marco Cervellini e Davide Piccioni, che avevano parlato di "un attacco alla comunità gay". Gli imprenditori avevano raccontato di aver ricevuto delle telefonate con pesanti insulti e, in passato, erano apparse delle scritte omofobe alle pareti della reception. Entrambi si sono costituiti parte civile con l'avvocato Christian Guidi e, ai gestori, si è aggiunto anche il Comune di Misano proprietario dell'impianto. Il legale ha già annunciato che, durante il processo, chiederà che all'imputato venga contestata anche il reato di interruzione di pubblico servizio in quanto la piscina risiede su suolo demaniale.

Incendio doloso alla piscina di Misano

Nel corso delle indagini dei carabinieri, che lo scorso dicembre avevano portato il pubblico ministero Luca Bertuzzi a chiedere il rinvio a giudizio del presunto autore del rogo, i militari dell'Arma avevano ritrovato nelle disponibilità del ristoratore una tanica per la raccolta di olii alimentari simile a quella utilizzata per dar fuoco ai locali della piscina. Non solo vi sarebbe anche un video di sicurezza, in possesso degli inquirenti, in cui si vede il ristoratore a volto scoperto raggiungere una telecamera e oscurarla con del nastro adesivo. Le fiamme avevano provocato danni per 50mila euro e il gestore della piscina Davide Piccioni su internet aveva lanciato una raccolta fondi per ricostruire l'impianto.

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