Accusato di essere un "untore" di hiv, assolto il cameriere sieropositivo

L'uomo aveva avuto rapporti sessuali non protetti con tre donne pur sapendo di essere malato

Si è concluso con un'assoluzione il processo che vedeva imputato un cameriere 39enne, di origini sudamericane, accusato di tentate lesioni gravissime nei confronti di tre donne. L'uomo, secondo le imputazioni, pur sapendo di essere sieropositivo aveva avuto rapporti sessuali non protetti cone le accusatrici tacendo loro il suo stato di salute. La vicenda era scoppiata nell'agosto 2019 quando una delle ragazze si era presentata in lacrime alla caserma dei carabinieri raccontando di aver scoperto la malattia che, il compagno, le aveva sempre taciuto. Davanti agli inquirenti dell'Arma, inoltre, aveva spiegato che il 39enne non solo non assumeva regolarmente i farmaci per tenere sotto controllo l'hiv ma che allo stesso tempo aveva rapporti sessuali con altre donne. Era così partita l'inchiesta dell'Arma che ha permesso di accertare come, il sudamericano, fin dal 2012 era risultato essere sieropositivo e seguito dai medici. All'epoca conviveva con un'altra donna la quale, inconsapevole della malattia dell'uomo, era stata a sua volta contagiata dall'Hiv. Altre due donne, amiche di quella che ha denunciato per prima l'uomo, ascoltate dai carabinieri hanno raccontato di aver fatto sesso senza preservativo col 39enne ma, fortunatamente, dopo essersi sottoposte alle analisi del sangue sono risultate essere negativa.

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Sieropositivo faceva sesso non protetto

L'uomo era stato arrestato dai carabinieri nel novembre del 2019 e, dalle indagini, era emerso che l'uomo aveva una fitta rete di relazioni sui siti web dedicati agli incontri e numerose chat sui social network con donne. Una situazione che aveva destato non poco allarme tanto che i carabinieri avevano attivato un numero telefonico dedicato al quale le possibili vittime possono rivolgersi anche in forma anonima per avere maggiori delucidazioni in caso di dubbi sul possibile contagio.

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