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Accusato di razzismo il ristorante si difende: "Nessun poster di Mussolini e nessun saluto romano"

La denuncia di una famiglia di colore in vacanza sulla Riviera che sarebbe stata insultata da un cameriere del locale

Non ci stanno alle accuse di razzismo i dipendenti del ristorante "La tana marina" di Viserba che, sui social network, sono finiti nel mirino dopo le accuse di una cliente di colore pronta a denunciarli per apologia del fascismo. La vicenda è stata raccontata da Adjisam Mbengue sulla propria pagina Facebook spiegando come, insieme a dei parenti, domenica 16 agosto si erano recati nella pizzeria per festeggiare il compleanno di una nipote che spegneva due candeline. Tredici persone in tutto che, appena entrate nel locale, sono state accolte da un signore il quale si sarebbe rivolto a un quadro di Mussolini appeso alla parete. "L'uomo - prosegue Adjisam Mbengue - dopo aver ricevuto l'ordinazione si è rivolto all'immagine e con il braccio teso ha detto 'scusa Benito'" aggiungendo insulti razzisti". Ne è nato un parapiglia con la Mbengue che prosegue "Gli ho chiesto le motivazioni di quella frase e lui lo ha ammesso candidamente di averla pronunciata. Così ho domandato ad alta voce se si rendesse conto che quel gesto è reato in Italia. Gli ho chiesto scuse pubbliche con la minaccia di chiamare i carabinieri e di andarcene. non lo abbiamo fatto solo perchè c'erano dei bambini piccoli". Questa scena mi ha tagliata in due, lasciandomi senza parole - aggiunge una componente del gruppo - mia figlia piccola forse non se lo ricorderà, ma mio figlio di 9 e i miei nipoti di 6 e 12 anni che capiscono tutto se lo ricorderanno".Sarebbero quindi arrivate le scuse e, la cena, si è conclusa ma la signora Mbengue la questione non è rimasta in sospeso tanto che, tornata a Imola, ha denunciato la vicenda sui social ed è pronta a rivolgersi anche ai carabinieri. Nel pomeriggio di giovedì, poi, sul profilo Facebook della Mbengue è stata postata la foto della denuncia presentata ai militari dell'Arma di Imola e, per competenza, procederà la Stazione di Viserba.

Decisamente opposta la versione che arriva dal ristorante. "Nel locale non c'è nessun poster di Mussolini - spiega Nunzia, una dipendente contattata telefonicamente - si tratta di alcune bottiglie di vino che riportano sull'etichetta l'immagine del Duce e che vengono vendute come souvenir. Noi qui pensiamo a lavorare e, addirittura, non so nemmeno come si faccia un saluto romano. Non ci sono stati assolutamente insulti razzisti all'indirizzo dei clienti e, nella pizzeria, abbiamo sempre accolto tutti con professionalità. Non ci interessa il colore della pelle o la loro religione, qui la cosa più importante è che possano mangiare bene".

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"E' stata la signora, all'improvviso appena entrata, a scattare e a iniziare ad urlare vedendo quelle bottiglie. Noi non sapevamo che fosse un reato esporle ma, alla fine, le abbiamo tolte e tutto si è tranquillizzato tanto che il gruppo ha proseguito tranquillamente la cena. Abbiamo le telecamere di sorveglianza e, dalla registrazione, è chiaro che non c'è stato nessun episodio di razzismo o di apologia del fascismo anche perchè i clienti sono rimasti fino alla fine. Se fosse andato come raccontano credo che invece di rimanere a cena da noi se ne sarebbero andati subito".

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