Accusato di uxoricidio, il marito fuori pericolo dopo l'ingestione del mix di farmaci

L'anziano accusato di aver ucciso la moglie gravemente malata resta piantonato in ospedale in attesa di essere interrogato

E' fuori pericolo, ma ancora ricoverato in ospedale per le sue condizioni precarie, Filippo Maini l'infermiere 75enne accusato di aver ucciso la moglie malata di Alzheimer e poi cercato a sua volta di togliersi la vita nella mattinata di lunedì. L'uomo, indiziato per omicidio volontario, è piantonato dai carabinieri più per la sua sicurezza che per il pericolo di fuga dopo il tentativo di farla finita in seguito alla morte della moglie. Anche se nel biglietto che aveva lasciato prima di cercare di compiere l'estremo gesto aveva spiegato meticolosamente il suo operato, dovrà essere il giudice ad interrogarlo appena sarà possibile per ricostruire cosa sia avvenuto nell'appartamento di via Coletti. E' stata intanto fissata l'autopsia per la 77enne, ritrovata senza vita nel suo letto, anche se i risultati potrebbero farsi attendere a causa dei tempi necessari per avere gli esiti dell'esame tossicologico.

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Maini, nel biglietto d'addio, aveva specificato di aver assunto e aver fatto assumere alla moglie delle benzodiazepine ribandendo che si trattava di un atto d'amore nei confronti della donna gravemente colpita dalla malattia degenerativa. La 77enne, negli ultimi tempi, aveva avuto un forte peggioramento tanto che nei pochi momenti di lucidità sarebbe stata lei stessa a chiedere al marito di morire. Il 75enne, ex infermiere, aveva quindi preparato il cocktail mortale per sè e la moglie ingerendolo nella mattinata di lunedì. Maini, per rendere più efficace l'effetto, si era poi infilato la testa in un sacchetto di plastica.

Una tragedia famigliare

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