Addio a Paolo Villaggio, da Rimini Rimini al film di Federico Fellini

L'attore genovese, indimenticabile protagonista della saga del rag. Ugo Fantozzi, si è spento a 84 anni

Lutto nel mondo dello spettacolo per la morte di Paolo Villaggio. Il popolare attore nato a Genova il 30 dicembre 1932 si è spento all'età di 84 anni al Policlinico Gemelli di Roma, dove era ricoverato da alcuni giorni. Al cinema e in televisione aveva portato i suoi personaggi legati a una comicità a tratti grottesca e paradossale, Giandomenico Fracchia e il professor Kranz in primis. Ma il suo volto e il suo nome è legato soprattutto alla creazione letteraria e alla trasposizione cinematografica di Ugo Fantozzi, il mitico ragioniere raccontato in dieci pellicole tra il 1975 e il 1999.

Ha anche recitato in film diretti da registi del calibro di Federico Fellini, Marco Ferreri, Lina Wertmüller, Ermanno Olmi e Mario Monicelli; nel 1992, in occasione della 49ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia ha ricevuto il Leone d'Oro alla carriera, nell'agosto del 2000 invece al Festival del cinema di Locarno gli è stato assegnato il Pardo d'onore alla carriera. Artista a tutto tondo, al cinema e alla televisione ha abbinato opere letterarie, teatro e radio, ma si è anche cimentato nel doppiaggio e nella musica. Nel 1987 girò il film a episodi Rimini Rimini dove interpretava la figura di Ermenegildo "Gildo" Morelli, un Pretore in vacanza che, da severo difensore del buon costume e assolutamente contrario alla pornografia, viene sedotto dall'avvenente Lola, per la quale arriva a fare follie; lo scopo di Lola è vendicarsi di lui perché in passato le aveva fatto chiudere un locale hard.

IL RICORDO DELL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI RIMINI - Di lui Federico Fellini disse, in due occasioni distinte, ‘Benigni e Villaggio sono due ricchezze ignorate e trascurate. Ignorarne il potenziale mi sembra una delle tante colpe che si possono imputare ai nostri produttori’. E poi. ‘(Paolo Villaggio è) un uomo evidentemente deciso a rovinarsi con le sue mani e siccome è bravo, vedrete che ci riuscirà a furia di partecipare a tutte le scemenze televisive possibili’. Federico Fellini colse bene l’oscillazione artistica di Paolo Villaggio, scomparso nelle scorse ore a 85 anni, icona che affascinò il cinema d’autore e allo stesso tempo corpo di una copiosa produzione commerciale, comunque in buona parte anomala e originale, a partire da quella generata dal suo personaggio più conosciuto. Le sue ‘tracce’ riminesi ne sono prova perfetta. Indimenticabile nei panni del prefetto Gonnella nel felliniano ‘La voce della luna’ e altrettanto famoso in quelli del pretore in vacanza Gildo Morelli, nel film di Sergio Corbucci campione d’incassi ‘Rimini Rimini’.

Alto e basso, elitario e ‘da cassetta’, Villaggio è stato uno degli attori più popolari del cinema italiano. Artista poliedrico e versatile ha interpretato al cinema, in tv e in teatro personaggi indimenticabili, capaci di attraversare e catturare generazioni differenti. A partire da Giandomenico Fracchia e naturalmente il ragionier Ugo Fantozzi, personaggio prima letterario (il primo libro ha venduto oltre 1 milione di copie) e poi cinematografico, protagonista di una lunga e fortunata serie,entrata nell'immaginario collettivo grazie a gag e surreali e grottesche. Oltre ad aver interpretato queste celebri pellicole comiche, Villaggio ha lavorato con alcuni dei più importanti registi italiani. Lo ricordiamo, sui set di “Brancaleone alle crociate” di Mario Monicelli, “Non toccare la donna bianca” di Marco Ferreri, “Il segreto del bosco vecchio” di Ermanno Olmi, “io speriamo che me la cavo” di Lina Wertmuller e “La voce della luna” di Federico Fellini. Con l'ultimo film di Fellini, Paolo Villaggio, vinse il primo David di Donatello, come migliore attore, ex aequo con Gian Maria Volonté, altro indimenticabile “gigante” del nostro cinema.

“La voce della luna” non è stata l'unica collaborazione con il grande Maestro riminese. Un anno prima della morte del regista, Villaggio fu protagonista dei tre spot girati da Fellini per la Banca di Roma, accanto a Fernando Rey e all'esordiente Anna Falchi. Il suo volto diventò, inoltre, il protagonista, della trasposizione in fumetto, ideata da Fellini con la collaborazione di Milo Manara, de “Il viaggio di G. Mastorna detto Fernet”, progetto felliniano mai realizzato, diventato con il tempo il “film non realizzato più famoso della storia del cinema”. Il fumetto uscì sulla rivista “Il grifo” nel 1992. Villaggio avrebbe dovuto partecipare anche a “Attore”, ultimo progetto al quale Fellini lavorò sino alla primavera del 1993. Avrebbe dovuto essere uno special televisivo della Rai ed era una riflessione sul mestiere e sopratutto sulla psicologia dell'attore. Nato come progetto corale, costruito grazie al contributo di molti attori, finì per concentrarsi , per volontà del regista, unicamente sulla figura di Paolo Villaggio. Un uomo intelligente, pigro, amante e curioso dell’arte e della vita. Del resto il suo personaggio ne ‘La Voce della Luna’ dice a un certo punto: ‘E’ solo la curiosità a farmi alzare la mattina’. Pare la sintesi di un’autobiografia. Un enorme grazie da Rimini”.

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