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AERADRIA DICHIARATA FALLITA, autorizzato l'esercizio provvisorio dell'aeroporto

Il tribunale fallimentare di Rimini ha deciso sulla società di gestione dello scalo riminese data la "presenza di uno stato di conclamata insolvenza". Nella sentenza, tuttavia, è stato disposta la non chiusura dei voli, toccherà al curatore fallimentare valutare i prossimi passi

Tegola giuridica su Aeradria, la società di gestione dell'aeroporto "Federico Fellini" di Rimini che martedì mattina è stata dichiarata fallita dai giudici del Tribunale di Rimini. "Una decisione molto sofferta", ha dichiarato Rossella Talia, presidente del collegio che ha emesso la sentenza che, tuttavia, consente l'esercizio provvisorio dell'aeroporto con i voli che non saranno bloccati per permettere di conservare la concessione Enac. Il tribunale ha anche nominato un curatore fallimentare: Renato Santini di Bologna. Si tratta dello stesso professionista che era stato già scelto dal Tribunale come commissario per Aeradria per il piano di concordato, ora definitivamente respinto. La sua relazione al piano di salvataggio era stata negativa e ha pesato in modo particolare sulla scelta dei giudici. La città ha subito reagito alla notizia con i commenti del sindaco Gnassi, del presidente della Provincia Vitali e di altri.

La sentenza è stata depositata e notificata in cancelleria fallimentare nel pomeriggio di martedì e, in una nota a firma del presidente del Tribunale Rossella Talia, si legge come "Il Tribunale, in presenza di uno stato di conclamata insolvenza della società ha ritenuto non sussistenti i presupposti di ammissibilità per la prosecuzione della procedura di concordato in continuità aziendale sotto plurimi profili, tra i quali si richiamano la mancanza dei presupposti e completezza dell'informazione al ceto creditorio". Tra queste "incertezze" evidenziate dal tribunale vi sarebbe la confusione delle masse creditorie tra Air, società già in bancarotta e controllata da Aeradria, e la stessa società di gestione dello scalo riminese. "Non è consentito in punto di diritto - continua la nota - anteporre ai profili di ammissibilità giuridica, la valutazione di pretesi criteri di 'opportunità'. Né appare, allo stato, fondata su elementi di obiettiva certezza la tesi dell' equiparazione della dichiarazione di fallimento alla chiusura dell'aeroporto Federico Fellini. Non può viceversa ragionevolmente escludersi dopo la fase dell'esercizio provvisorio e del probabile commissariamento, l'esito positivo di un bando europeo ad evidenza pubblica in grado di garantire continuità della struttura aeroportuale e di meglio soddisfare la classe creditoria, nel contesto di una procedura garantita dagli organi fallimentari". Infine la nota assicura che "gli organi fallimentari assicurano massimo e constante impegno nell'esercizio provvisorio contestualmente disposto dal Tribunale, compatibilmente con i provvedimenti che verranno assunti dall'ente competente. Si auspica - conclude il giudice Talia - la massima collaborazione nella comune direzione del mantenimento dell'aeroporto al territorio e alla realtà locale, degli organi istituzionali tutti e dell'intera comunità".

Con il fallimento di Aeradria anche l'inchiesta penale aperta dal sostituto procuratore Gemma Gualdi e affidata al nucleo di polizia tributaria della Gdf di Rimini potrà arrivare ad una svolta. Le ipotesi di reato, per ora, vanno dal falso in bilancio al ricorso fraudolento al credito e vede tra gli indagati, oltre al presidente Aeradria, Massimo Masini e al Cda in carica fin allo scorso agosto, anche il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi e il presidente della provincia Stefano Vitali. Non si esclude, con la dichiarazione di fallimento, che la magistratura inserisca anche l'ipotesi di bancarotta, come del resto la bancarotta fraudolenta è già stata contestata agli amministratori della società controllata da Aeradria, Air srl, mentre la collegata Rdr srl è al momento solo in procedura di fallimento. Lunedì è stato ascoltato in procura per diverse ore il direttore generale dell'Enac, al vaglio degli inquirenti le retribuzioni di alcune consulenze, e domani sarà la volta di Giovanni Conti, membro del vecchio Cda nominato dallo Stato di San Marino che nel corso di un'audizione precedente si era avvalso della facoltà di non rispondere. La Procura già in giugno aveva chiesto il fallimento di Aeradria ipotizzando la falsificazione dei bilanci. Con un buco di oltre 52 milioni di euro una speranza per la società del Fellini era arrivata quando il maggiore creditore, Cassa di Risparmio di Rimini con 9 milioni di euro, si era detta disponibile a scontare i crediti in azioni della società, diventandone di fatto ad agosto la maggiore azionista esprimendo quindi un nuovo Cda e lavorando ad un nuovo piano di concordato. Piano che nei mesi si era "arricchito" di nuovi 5 milioni di euro con l'emissione di prestiti obbligazionari convertibili e che aveva visto la partecipazione di l'Asset banca di San Marino (anche questa creditrice di Aeradria) la Popolare Valconca e il Credito cooperato della Valmarecchia. Il fallimento di Aeradria non significa il fallimento dell'aeroporto di Rimini ha spiegato il presidente del Tribunale, Rossella Talia. La decisione "umanamente sofferta" mette di fatto lo scalo Rimini nelle mani del curatore fallimentare, Renato Santini di Bologna, che ne garantirà l'operatività e la continuazione dei voli e dei rapporti in essere. L'aeroporto resta aperto anche se la decisione del Tribunale arriva alla vigila dello scadere dell'autorizzazione al volo Enac. Autorizzazione che dovrebbe essere rinnovata automaticamente mentre la concessione trentennale era già stata sospesa dall'Ente per l'aviazione civile in attesa della conclusione della vicenda fallimentare. La decisione di oggi non è definitiva, la società potrà fare appello e poi arrivare in Cassazione quindi la sospensione dell'autorizzazione pare poco probabile. È invece probabile un commissariamento dello scalo da parte di Enac e un possibile bando pubblico europeo per la gestione futura del "Fellini".

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