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Aeroporti, i sindacati: "Integrazione con Forlì e Bologna era necessaria"

"Forlì senza prospettive, dovrà chiudere; Bologna non rilancia con scelte strategiche condivise per invertire il calo di voli e passeggeri; Rimini dovrà rispettare gli obiettivi del suo piano industriale cercando altre sinergie di sistema"

Anche a Rimini - al di là delle posizioni politiche, che da sempre hanno osteggiato qualsiasi ipotesi di collaborazione con l'aeroporto di Forlì – c'è chi ritiene il fallimento dell'integrazione a tre degli aeroporti tra Bologna, Forlì e Rimini una “grave dimostrazione di una mancanza di visione d’insieme delle prospettive economiche del territorio regionale”, lo dicono i sindacati dei trasporti di Rimini di CGIL CISL UIL  M. Fusini, M. Fossati, G. Morolli.

Dicono i sindacalisti: “Apprendiamo che la decisione assunta da SAB è corroborata da uno studio commissionato unicamente dalla società bolognese. Non sarebbe stato più credibile che lo studio fosse stato richiesto insieme dalle tre compagini e perché le istituzioni socie non lo hanno preteso?  La costituzione di una unica società, con una unica strategia, era finalizzata a rendere maggiormente efficiente e competitivo il sistema aeroportuale regionale. Inoltre si proponeva una risposta con sinergie di sistema alla crisi”.

“Non avere avuto questa capacità e lungimiranza rende più evidenti le debolezze ed i limiti degli scali regionali. Forlì senza prospettive, dovrà chiudere; Bologna non rilancia con scelte strategiche condivise per invertire il calo di voli e passeggeri; Rimini dovrà rispettare gli obiettivi del suo piano industriale cercando altre sinergie di sistema”. Inoltre, anche per il bene del territorio riminese “pensiamo sia necessario mantenere alto il livello di confronto istituzionale e il dialogo con SAB e SEAF. A tal fine riteniamo sia necessario venga convocato un incontro urgente, con la proprietà di Aeradria e con la stessa Società, per valutare se la scelta di mancata integrazione è definitiva e quali strategie mettere in pratica in questo nuovo scenario”.

A Rimini ci sono grossi problemi di investimenti: “In questo contesto riteniamo sia utile svolgere un approfondimento sul piano industriale di Aeradria per verificare i tempi del raggiungimento dell’equilibrio di bilancio, anche a fronte dei forti investimenti che necessitano per lo scalo riminese. In un sistema con meno risorse disponibili, è necessario mettere in campo un cambiamento culturale e gestionale che sappia superare i campanilismi e gli egoismi locali per far prevalere razionalità ed efficienza di sistema”.

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