Aggredita e rapinata dall'amico durante il "romantico" pomeriggio in beauty farm

Rinviato a giudizio il presunto autore delle violenze nei confronti di una 30enne sudamericana

Si è concluso sui banchi del Tribunale di Rimini il romantico appuntamento in beauty farm tra un 30enne riminese e una coetanea sudamericana che, secondo le accuse, sarebbe stata aggedita e derubata dal ragazzo che, rinviato a giudizio dal Gip, adesso dovrà rispondere delle accuse di violenza privata, rapina e lesioni volontarie. Il "fattaccio" era avvenuto lo scorso maggio quando, i due, si erano conosciuti in un noto locale notturno della Riviera. Dopo aver bevuto e ballato insieme per tutta la notte, decidono di scambiarsi i numeri di telefono e, il giorno successivo dopo una serie di messaggi, si rincontrano al centro commerciale Le Befane. Il ragazzo, a questo punto, invita la 30enne sudamericana a trascorrere il pomeriggio nella spa di un albergo sul mare e, alle rimostranze di lei che non ha un abbigliamento adatto, il giovane ribatte prontamente regalandole un costume e un flacone di un costoso profumo.

Fiaccate le prime resistenze della donna, la coppia chiama un taxi e, arrivati in albergo, la sudamericana scopre che, oltre alla beauty farm, il coetaneo ha prenotato anche una suite con la scusa di avere un posto dove lasciare i vestiti. Scesi nella spa, dopo un'oretta di relax la vittima decide di tornare in camera dove si assopisce e, al suo risveglio, trova il ragazzo al suo fianco che cerca di abbracciarla e accarezzarla nonostante i dinieghi di lei. Vista la situazione sempre più pesante, la 30enne decide di ritornare nel centro benessere da dove, secondo il racconto di lei, dopo un'ora si ritrasferiscono nella suite. E' a questo punto che, le avances del ragazzo, sarebbero diventate sempre più pesanti dovute, pare, anche al consumo di alcolici da parte di lui che, quando capisce che la sudamericana non ha intenzione di soddisfare le sue voglie, si agita sempre di più.

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Iniziando a urlare, secondo la denuncia della donna il 30enne arriva a strappare il bikini che aveva regalato vittima per poi impossessarsi della sua borsetta per riprendersi anche il profumo e i 250 euro contenuti nel portafoglio. "Questo è quello che ho speso per passare la giornata con te - le avrebbe rinfacciato il ragazzo - e adesso me lo riprendo". Impaurita e seminuda, la donna lo avrebbe implorato di non farle del male, in quanto madre di una bambina piccola, ma nonostante questo le minacce sono proseguite. "Non urlare, altrimenti tua figlia rimane orfana", le avrebbe detto il 30enne sbatacchiandola per la stanza fino a quando la ragazza è riuscita a scappare e a chiedere aiuto nella hall dell'albergo. Dalla reception è così partita la telefonata che fece accorrere sul posto la polizia di Stato. Dopo aver raccontato i fatti agli agenti, la sudamericana è stata costretta a ricorrere alle cure del pronto soccorso da dove è stata poi dimessa con una prognosi di 10 giorni per un trauma al rachide cervicale, un trauma contusivo sulla guancia sinistra e al labbro superiore. La prima udienza del processo è stata fissata per il prossimo 22 aprile e la sudamericana, tutelata dall'avvocato Raffaele Moretti, si costituirà parte civile nei confronti del ragazzo.

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