Aggredita, rapinata e insultata sull'autobus, in manette un coppietta

I giovani hanno cercato di derubare una donna incinta per poi cimentarsi in una serie di insulti razzisti

Pomeriggio di terrore per una donna straniera, al sesto mese di gravidanza, aggredita, rapinata e insultata mentre si trovava a bordo dell'autobus della Linea 11. Il parapiglia si è scatenato poco dopo le 19 di mercoledì in viale principe Amedeo, all'altezza del grattacielo di Rimini, quando la donna di colore si è accorta di una mano che si stava insinuando nella sua borsa per impossessarsi di portafoglio e cellulare. La vittima ha iniziato a urlare per chiedere aiuto ma, per tutta risposta, i malviventi hanno cominciato a insultarla con frasi razziste e a prenderla a calci e pugni nonostante la sua evidente gravidanza. L'autista ha bloccato il mezzo pubblico e, sul posto, sono accorse le pattuglie della polizia di Stato con gli agenti che hanno cercato di riportare la calma e capire cosa fosse successo. Allo stesso tempo, la signora ha accusato un malore ed è stato necessario anche l'intervento dell'ambulanza.

Secondo quanto emerso, a tentare di derubare la donna è stata una coppietta di giovanissimi, una anconetana 19enne e un casertano 22enne. Quando la vittima si è accorta di essere stata derubata e ha afferrato la mano del ragazzo, questi l'avrebbe apostrofata con un "Nexxx di mxxx tornate al vostro paese" per poi prenderla a calci e pugni spalleggiato dalla ragazza che ha iniziato a urlare "Ti faccio abortire nxxx di mxxx". Secondo la testimonianza di alcuni passeggeri, inoltre, quando il mezzo pubblico si è fermato i due ragazzi hanno spinto la donna facendola cadere in terra. Gli agenti, nel corso dei controlli, hanno poi ritrovato la refurtiva a terra vicino l’uscita dell’autobus. La coppietta è stata portata in Questura e, al termine degli accertamenti, sono stati arrestati per rapina.

"Sono appena venuta a conoscenza dagli organi di informazione - ha commentato il vice sindaco di Rimini. Gloria Lisi - di un gravissimo caso di violenza sul bus della linea 11 ai danni di una donna africana in gravidanza, da parte di due giovani ragazzi. Un furto con l'aggravante di un'aggressione fisica e morale di tipo razzista; insulti vergognosi a sfondo razzista, calci e botte. Se i fatti sono quelli riportati dalle prime ricostruzioni riportate dagli organi di informazione, si tratta di un attacco vile e vigliacco che mi sconvolge come donna e come cittadina della nostra città, anche perchè avviene il giorno dopo del ricordo del sacrificio dei nostri Tre martiri, che con il loro sacrificio hanno contribuito a rendere Rimini una città libera dai soprusi e la violenza, in nome della libertà e della solidarietà. Valori che sono il dna della nostra città e che non permetteremo a nessuno di infangare".

"Se la prima ricostruzione venisse confermata - conclude la Lisi - voglio quindi, a nome mio personalmente e dell'Amministrazione comunale, condannare l'aggressione, dando alla signora vittima dell'aggressione la nostra piena solidarietà e sostegno. Non solo, se venisse confermata l'aggravante razzista, il Comune di Rimini valuterà, come ha già fatto nel recente caso di Emanuel, il giovane ragazzo Nigeriano aggredito brutalmente davanti ad un supermercato, di costituirsi parte civile. Questi casi mettono in evidenza un lato violento della nostra società che fa riflettere; una donna incinta e che, per definizione, dovrebbe essere circondata da ancora più protezione ed affetto e girare con tutte le tutele possibili per la città, viene invece vigliaccamente attaccata e insultata. Una fragilità che fa forte i vigliacci, come troppo spesso, per altri versi, ci capita di ascoltare negli sportelli contro la violenza sulle donne. Questo è un caso estremo che testimonia però la brutale tendenza alla prevalicazione sui deboli che questa società attacca invece di difendere. Il razzismo, mi ripeto, è una ulteriore aggravante che non vogliamo ne possiamo tollerare. La nostra comunità respinge da sempre il razzismo, la prevaricazione dei deboli e gli estremismi pericolosi, da qualsiasi parte essi provengano, e così saprà fare anche questa volta".

"Il fatto grave che si è verificato a Rimini va ben oltre la semplice aggressione a scopo di rapina - commenta Marco Tonti, presidente Arcigay Rimini -. Prendere di mira una ragazza solo per il colore della sua pelle sommergendola di insulti anche in presenza delle forze dell'ordine è la manifestazione di un odio viscerale contro chiunque sia percepito come diverso, un odio che azzera ogni umanità e svilisce la nostra cultura di accoglienza e di rispetto. La rapina era solo il pretesto per far esplodere l'odio razzista degli aggressori, un odio che attinge all'idea inaccettabile di una società fatta di superiori e inferiori che tanto spesso colpisce anche noi persone lesbiche gay bisessuali e transessuali. Proprio perché conosciamo bene questa forma di odio cieco, insieme alla naturale condanna della violenza senza distinzioni, esprimiamo la nostra solidarietà alla ragazza oggetto di violenza razziale e solleviamo l'allarme per una società che è arrivata a un livello di intolleranza ormai disumano".

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