Aggrediti e picchiati dai detenuti, agenti della penitenziaria finiscono in ospedale

Due aggressioni nel giro di pochi giorni tra le celle dei "Casetti". Nella giornata di domenica, un agente è riuscito ad evitare che uno dei detenuti si togliesse la vita

“Negli ultimi giorni a Rimini, due poliziotti penitenziari sono stati vigliaccamente aggrediti da un detenuto con pugni in faccia e testate ed hanno riportato una prognosi rispettivamente di 22 gg per una frattura al 5 dito e 10 gg per trauma cranico per un pugno ricevuto alla nuca ”. A darne comunicazione il Coordinatore Regionale della UIL PA Penitenziari, Giuseppe Crescenza che aggiunge “Esprimiamo la nostra totale vicinanza e solidarietà ai colleghi feriti nella giornata del 29 Agosto”  Quello di Rimini è solo l’ultimo episodio di una stagione di violenze negli istituti penitenziari emiliano-romagnoli che ha determinato il ferimento di molti agenti penitenziari.

"La cosa che fa più rabbia – chiosa il Coordinatore Regionale della Uil Penitenziari - è che l’aggressione è avvenuta in una sezione dove è già in vigore la sorveglianza dinamica e questo dimostra che le nostre continue lamentele sulla scarsa sicurezza degli Agenti hanno il loro fondamento. Da tempo abbiamo posto la questione delle violenze in danno di personale penitenziario. Purtroppo continua il silenzio della stampa e delle Istituzioni su questa incredibile  situazione. E’ antipatico dirlo ma non osiamo immaginare e pensare cosa sarebbe accaduto a parti inverse. Oramai la pazienza del personale sia di Rimini che degli altri Istituti è agli sgoccioli ed in mancanza di provvedimenti certi e concreti la risposta  non tarderà ad arrivare con proteste e manifestazioni anche eclatanti.  Di contro nella giornata di domenica 31 agosto un detenuto ha  tentato il suicidio nel carcere di Rimini. Tempestivo l'intervento dell’agente della polizia penitenziaria che è riuscito a salvarlo. 

"Si tratta di pochi istanti - commenta Crescenza - basta un minimo ritardo, una distrazione, e la vita di un uomo finisce. Sono tanti i tentativi di suicidio nelle carceri, molti sono atti puramente dimostrativi, vale a dire che non vi è una vera intenzione di portare a termine l'atto suicida, magari è solo un modo per attirare attenzione sulla propria condizione, ma in tanti altri casi le intenzioni sono reali, e solo il tempestivo e professionale intervento degli agenti penitenziari, come è accaduto a Rimini, impedisce l'esito fatale. Agli Agenti di Rimini va il nostro plauso e ringraziamento per l’attività fin qui svolta".

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