Agguato di San Giuliano, "Nonno carabina" ritenuto colpevole del tentato omicidio

Nella sparatoria rimase gravemente ferito Augusto Mulargia, l'attentato nato da un debito di droga non saldato

E' stato ritenuto colpevole di essere il mandante dell'agguato ad Augusto Mulargia che si era consumato la sera del 5 aprile 2015 in via Carlo Zavagli e condannato a 12 anni di reclusione, 20 quelli chiesti da pubblico ministero, "Nonno carabina" al secolo il 75enne Attilio Da Corte Zandatina. I giudici del Tribunale di Rimini hanno riconosciuto nei suoi confronti la mancanza di premeditazione e, allo stesso tempo, le attenuanti generiche in quanto l'agguato sarebbe nato come una semplice intimidazione e, solo per un caso fortuito, la pallottola aveva raggiunto Mulargia all'arteria femorale. Zandatina, tuttavia, non sconterà la condanna in carcere in quanto si è già visto accogliere la richiesta degli arresti domiciliari concessi dal Tribunale sulla base di una perizia medica che ne attesta l'incompatibilità per motivi di salute.

Autore materiale degli spari era stato  Karim Emanuel Camaldo, 30enne napoletano già condannato con rito abbreviato, a giugno, a 5 anni e 8 mesi di reclusione, a fronte di una richiesta di pena di 9 anni. Il 30enne aveva accettato di sparare in cambio di droga e l'estinzione di un debito che aveva con Zandatina il quale, a sua volta, si voleva vendicare nei confronti di Mulargia "reo" di essere scappato da Rimini con 60mila euro che sarebbero dovuti servire a comprare una partita di cocaina dal Venezuela.

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