Albergatore riminese indagato per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina

Nuovi dettagli sulla vicenda che vede tre autisti di una compagnia di noleggio pullman fermati in Svezia con 45 profughi siriani clandestini alla fine di agosto. Secondo l'accusa, il titolare dell'albergo che ha organizzato il viaggio conosceva la situazione

Spuntano nuovi dettagli sulla vicenda che vede tre autisti, dipendenti di una compagnia di noleggio pullman riminese, fermati in Svezia con 45 profughi siriani clandestini alla fine di agosto. Secondo l'accusa, il titolare dell'albergo che ha organizzato il viaggio conosceva la situazione ed è stato iscritto nel registro degli indagati per immigrazione clandestina. La Procura della Repubblica di Rimini sta indagando per immigrazione clandestina, un fascicolo aperto dal sostituto procuratore Davide Ercolani, nell'ambito di un'indagine più ampia dove si sta vagliando anche la posizione dei tre autisti. I tre autisti sono stati fermati dalle autorità svedesi mentre su un pullman di una nota ditta riminese trasportavano 45 passeggeri siriani sprovvisti del visto d'ingresso in Svezia. 

L'informativa del fermo era stata trasmessa tramite Interpol alla polizia di frontiera Rimini incaricata delle indagini dalla Procura di Rimini che con rogatoria acquisirà la documentazione in possesso delle autorità svedesi. Secondo una prima ricostruzione, messa agli atti anche della Procura riminese, il pullman ha prelevato i siriani davanti ad un hotel 3 stelle di Rimini. A chiedere di organizzare per i 45 siriani il viaggio alla ditta di trasporti sarebbe stato il titolare della struttura, attualmente indagato, in cui erano ospitati a Rimini. In stato di fermo a Malmoe, i tre autisti mentre i 45 siriani sistemati in un campo di prima accoglienza avrebbero fatto perdere le proprie tracce.

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