"Il centro storico sta morendo: apriamo un dialogo con le forze politiche in vista delle elezioni"

Per Fabbri "un altro colpo inferto al centro è stato lo spostamento del mercato settimanale da piazza Malatesta a piazza Tre Martiri e nelle vie IV Novembre e Dante"

Alberto Fabbri, presidente dell’associazione di operatori Rimini Commercio Due, preoccupato per le sorti del centro storico. “Vogliamo aprire un dialogo con tutte le forze politiche impegnate nella corsa alla amministrative di giugno - prosegue Fabbri -, per sapere quali sono i programmi che hanno per rilanciare il centro storico. Non è chiaro quale sia la strada finora individuata per risolvere i problemi”.

“Il centro storico, un tempo cuore pulsante di Rimini, sta morendo – afferma Fabbri -. Il problema non è solo la mancanza di parcheggi, ma il fatto che non c’è più una motivazione per venirci. In centro non c’è ormai più nessuno e i negozianti sono destinati a chiudere. Il risultato sarà che il cuore della città rischia di tornare a essere il fulcro dello spaccio, come purtroppo accadeva nei decenni passati, e come già avviene in alcuni luoghi di Rimini noti soprattutto per schiamazzi, risse e violenza”.

Per Fabbri "un altro colpo inferto al centro è stato lo spostamento del mercato settimanale da piazza Malatesta a piazza Tre Martiri e nelle vie IV Novembre e Dante. Il mercato nella nuova collocazione e con il frazionamento ha registrato un notevole calo di affluenza. Con la chiusura del parcheggio Malatesta inoltre sono venuti a meno 400 posti auto, che con il sistema della rotazione davano spazio a migliaia di auto in una giornata, e che ora vengono a meno”.

"Lo stato del centro storico è sotto gli occhi di tutti - osserva Fabbri -. Non arrivano più mezzi pubblici elettrici non inquinanti e poi si permette ai camioncini di transitare a qualsiasi ora, quando ci sono le mamme a spasso e i tubi di scappamento che scaricano direttamente all’altezza del volto dei loro bambini. Con gli spostamenti degli uffici pubblici verso la periferia, il centro ha perso anche la frequentazione dei professionisti, i quali hanno una buona capacità di spesa”.

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Una soluzione per rivitalizzare il centro potrebbe essere la promozione di eventi culturali. “Attirano pubblico, come fecero le mostre di Goldin a Castel Sismondo - conclude Fabbri -, occorre pensare a eventi di questi livelli. Bene investire sulla riapertura del teatro Galli, ma funzionerà la sera, quando i negozi sono chiusi”. 

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