Allarme dei sindacati: la cassa integrazione a Rimini arriva a 6 milioni di ore

Per i lavoratori riminesi sono ancora lacrime e sangue, come confermano i dati della cassa integrazione. Aumenta quella straordinaria, del 16%, e diminuisce quella ordinaria, del 35%

Si è tenuta lunedì mattina nella sede della CGIL di Rimini una conferenza stampa per informare sugli ultimi aggiornamenti relativi ai dati sulla cassa integrazione e sullo stato di crisi di alcune aziende appartenenti ai settori produttivi, del commercio e del turismo, fino ad oggi scarsamente o per nulla conosciute sotto questo aspetto. Erano presenti Graziano Urbinati Segretario Generale CGIL provinciale, Massimo Fusini Segretario confederale responsabile dell’Ufficio Studi & Ricerche, Europeo Gabrielli, Segretario Generale Fiom, Massimiliano Gabrielli Segretario Filcams. E' una voragine senza fondo la crisi che inghiotte i lavoratori della provincia di Rimini. I sindacati sono spiazzati dall'assenza di interlocutori, Prefettura a parte, e le cose non potranno che peggiorare, sono convinte le parti sociali, con l'applicazione del Jobs act. Dunque, per i lavoratori riminesi sono ancora lacrime e sangue, come confermano i dati della cassa integrazione. Aumenta quella straordinaria, del 16%, e diminuisce quella ordinaria, del 35%. A conferma della "grande difficolta'" dei settori produttivi e della parabola discendente delle imprese. Mentre il dato su quella in deroga esploderà da ottobre. In tutto, spiega alla stampa la Cgil locale, oltre 6,2 milioni di ore da gennaio a settembre di quest'anno, e almeno 5.500 lavoratori interessati. A queste si sommano "altre 400.000 ore di lavoro perso" attraverso i 701 accordi per utilizzare il fondo di sostegno al reddito che prevedono tre mesi a casa con un indennizzo.

La Cgil di Rimini è decisamente allarmata e lo dimostrano, sottolinea il segretario generale Graziano Urbinati, gli oltre 10 pullman con 700 persone partiti da Rimini alla volta di Roma per la manifestazione del 25 ottobre e i diversi già pronti per quella dell'8 novembre dei lavoratori pubblici. In attesa dello sciopero della Fiom del 14 e dello sciopero generale "per il quale rimane da decidere solo la data". ​Il Segretario Graziano Urbinati, partendo dallo sciopero generale del 16 ottobre e dalla partecipatissima manifestazione del 25 ottobre a Roma, ha tracciato le principali tappe della mobilitazione della CGIL nella prospettiva dello Sciopero generale la cui data verrà decisa dal Comitato Direttivo nazionale il 12 novembre. Si parte il 5 novembre con la manifestazione unitaria dei pensionati che, per quanto riguarda la partecipazione riminese, si terrà a Milano. Altre manifestazioni si terranno in contemporanea a Roma e Palermo. Poi l'8 novembre manifestazione nazionale unitaria a Roma dei dipendenti dei servizi pubblici per proseguire il 14 novembre con lo sciopero nazionale indetto dalla Fiom con manifestazione nazionale a Milano. Il 13 e 14 novembre farà tappa a Rimini e San Marino, con diverse iniziative, il viaggio della Legalità. “Legalità: una svolta per tutte” è la nuova campagna promossa dalla CGIL centrata sul contrasto alla corruzione e all’evasione, sul sistema degli appalti, sulla lotta alla criminalità organizzata.

Il sindacato mostra i muscoli anche perchè la politica non dà risposte. Tornando infatti alle situazioni di crisi il Segretario Generale ha rimarcato l’inadeguatezza dell’attenzione con cui  le forze politiche e istituzionali si stanno, o meglio, non si stanno occupando della governance economica del territorio. Infatti, chiusa la Provincia, l’unico tavolo attivo è attualmente quello della Prefettura. Ciò che si registra è il silenzio, l’indifferenza alle sollecitazioni che vengono dal mondo del lavoro ma anche dall’impresa. E’ rimasta senza risposta la richiesta di CGIL CISL UIL e Unindustria di azioni concrete per creare lavoro nel settore dell’edilizia (senza che si consumi altro territorio); senza risposta (a parte i Comuni di Coriano e Veruccchio) anche la richiesta avanzata dalla CGIL perché si tengano dei Consigli Comunali aperti per discutere di Jobs Act e Legge di Stabilità; silenzio dei candidati locali alle elezioni regionali sui loro programmi. A questo proposito entro breve la CGIL porrà pubblicamente delle domande ai candidati per conoscere le loro intenzioni. E in silenzio sono dovuti rimanere i lavoratori dell’Aeroporto ai quali è stato impedito di leggere una lettera in Consiglio Comunale a Rimini. In conferenza stampa, dai Segretari di categoria, come dall’Ufficio Studi, la realtà che è emersa è che si perde reddito, si perdono posti di lavoro “buoni”, si arretra sui contratti aziendali. Jobs Act e Legge di Stabilità non serviranno a creare lavoro, nuove crisi sono già pronte per esplodere, mentre i tagli agli ammortizzatori e il restringimento della platea che potrà usufruirne appesantirà ulteriormente la situazione con effetti imprevedibili sul piano della tenuta sociale.  

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