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Venerdì, 1 Luglio 2022
Cronaca

Alpini e molestie, fin qui una denuncia. Il presidente Favero: "Verifichiamo a fondo, ma pronti a tutelarci"

Il presidente dell'Ana parla a RiminiToday: "Stiamo verificando tutti gli eventuali comportamenti scorretti, ma non accettiamo le maldicenze che sono state dette e siamo pronti a difendere il nostro buon nome"

Ad oltre dieci giorni dalla fine dell’Adunata degli Alpini di Rimini, diventata oramai famosa per le polemiche scaturite in seguito a presunte molestie sessuali fatte dalle penne nere a numerose donne incrociate sulle strade riminesi, i conti sembrerebbero non tornare. A fronte delle centinaia di segnalazioni arrivate alle associazioni femministe che hanno sollevato il polverone, gli ultimi aggiornamenti delle forze dell’ordine sembrerebbero smentire la ridda di apprezzamenti sessisti fatti dai partecipanti all’adunata.

Se, da un lato, “Non una di meno” Rimini, Pride Off e Casa Madiba Network parlano di “500 segnalazioni e oltre 170 racconti dettagliati ricevuti” sul fronte delle denunce i numeri sono ben diversi. Allo stato attuale, infatti, risulta solamente una denuncia presentata ai carabinieri di Rimini: si tratta della 26enne che ha raccontato di essere stata circondata e aggredita da tre persone in mezzo alla folla sabato 7 maggio. Secondo la denuncia della 26enne, le tre persone l’avrebbero presa per un braccio, strattonata e insultata con frasi dall’esplicito riferimento sessuale. La giovane si è quindi divincolata ed è riuscita a scappare via. Un’ulteriore segnalazione, fatta attraverso il portale YouPol della Polizia di Stato, al momento non è ancora stata perfezionata come denuncia esplicita.

Alla luce dei numeri ufficiali, che sono ben lontani da quelli delle varie associazioni, gli Alpini non ci stanno e sono pronti a tutelarsi dalle accuse. "Stiamo aspettando con prudenza - spiega Sebastiano Favero, presidente dell'Associazione Nazionale Alpini - perché c'è ancora tempo per denunciare alle autorità eventuali comportamenti scorretti ma è nostra ferma intenzione tutelarci come associazione. Attendiamo di vedere le carte ufficiali, anche per capire e verificare il tenore di quanto denunciato e, allo stesso tempo, pretendiamo che si tratti di fatti circostanziati e dettagliati non racconti fumosi e solo annunciati. Da parte nostra abbiamo messo in moto un meccanismo interno per verificare eventuali comportamenti scorretti. Allo stesso tempo, vogliamo capire se quanto dichiarato dalla presunta vittima sia stato effettivamente commesso da appartenenti all'Associazione Nazionale Alpini o da altri soggetti. Non accettiamo comunque le maldicenze che sono state dette in questi giorni e, come detto, siamo pronti a difendere il nostro buon nome con ogni mezzo".

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