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Cronaca

Ammonite 70 famiglie per non aver mandato i figli a scuola

Applicato dal Comune il “Decreto Caivano” che attribuisce  alle scuole il compito di verificare la frequenza degli alunni e far scattare la segnalazione alle autorità

Una lettera di ammonimento alle famiglie dando loro una settimana di tempo per regolarizzare la situazione e cercare così di  evitare che l’inosservanza dell’obbligo dell’istruzione dei minori si trasformi in denuncia vera e propria. A questa modalità, prevista dal recente “Decreto Caivano”,  i servizi comunali  di tutela minori ed educativi hanno, in collaborazione, inserito un passaggio di concomitante comunicazione dei casi anche ai servizi sociali territoriali “affinché sia agita ogni utile iniziativa volta a favorire il rientro a scuola del minore ovvero a valutare  se sussistano gravi motivi che ne giustificano la mancata frequenza”. Questo per sostenere ulteriormente il principio di salvaguardia del minore e delle famiglie coinvolte, favorendo la conciliazione e, con essa, la ripresa della scuola da parte dei minori. Una modalità che ha già contribuito al rientro a scuola di venti minori.

La nuova normativa attribuisce  alle scuole il compito di verificare la frequenza degli alunni; una volta identificate le assenze ingiustificate, la scuola deve intraprendere una serie di azioni e, in caso di mancata giustificazione,  informare il sindaco, che a sua volta ammonirà il responsabile dell’alunno. Seguendo questa modalità prevista dalla legge, a Rimini, sono complessivamente settanta le “lettere di ammonimento” inviate dalle autorità competenti su segnalazione delle scuole.

“Tutela del minore, dialogo con le scuole e le famiglie, coinvolgimento della rete dei servizi territoriali. Sono questi – spiega Chiara Bellini, vicesindaca del Comune di Rimini con delega alle politiche educative – gli strumenti che a Rimini stiamo mettendo in campo per favorire il ritorno a scuola da parte dei minori segnalati dalle scuole. Se sono già più di venti quelli rientrati, per altri siamo al lavoro, in attesa di capire come si muoveranno le altre famiglie, circa cinquanta, per cui siamo ancora in attesa dei tempi per la loro regolarizzazione. Rispetto quella che appare come una impostazione sbilanciata sul versante penale e  punitiva da parte del Governo, con il nostro approccio integrato intendiamo evidenziare quegli aspetti positivi a contrasto dell’evasione scolastica e per il sostegno del minore”.

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