Martedì, 22 Giugno 2021
Cronaca

L'"amore" sbocciato nella sala scommesse diventa un'ossessione, lui denunciato per stalking

La donna presa di mira dal maniaco è diventata l'oggetto di una serie di persecuzioni fino a quando non ha trovato il coraggio di rivolgersi alla polizia di Stato

Nella “Giornata contro la violenza sulle donne”, il fenomeno della violenza di genere che ha le forme più gravi e diffuse di violenza, di dimensioni epidemiche e traversali poiché non conosce confini geografici, culturali, di sesso, età e di estrazione sociale, anche la provincia di Rimini si mobilita per aiutare le vittime. Una serie di interventi che impegnano il personale della Questura, anche con una mirata campagna di sensibilizzazione tra la gente per effettuare un ulteriore passo di avvicinamento nei confronti delle vittime di questi reati con il progetto “..questo non è amore”, finalizzato a creare un contatto diretto tra chi finisce nelle mire dei maniaci ed un’equipe di operatori specializzati della Polizia di Stato pronti a raccogliere le testimonianze dirette di chi ha paura di denunciare o di varcare la soglia di un ufficio di polizia.

Tra gli episodi degli ultimi giorni denunciati alla Questura spicca quello di una 35enne dell'est Europa, arrivata in Italia con la figlia adolescente, finita vittima di un maniaco. La donna, secondo il suo racconto, era solita passare la sua pausa lavorativa nella sala videolottery di un centro commerciale. E' stato proprio all'interno della sala scommese che ha conosciuto quello che sarebbe diventato il suo persecutore: un impiegato 50enne. L'uomo, dopo qualche chiacchiera, era riuscito a risalire al profilo Facebook della vittima iniziando così a contattarla. Nonostante le ripetute richieste d'incontri, la 35enne ha sempre rifiutato le avances del 50enne che però si sono fatte di giorno in giorno sempre più insistenti. Un vortice ossessivo, da parte dell'impiegato, che oltre ai contatti via social ha invaso la sfera personale della vittima. Il maniaco, infatti, era riuscito ad accedere ai dati personali della ragazza scoprendo anche dove abitava e tutte le sue abitudini.


Quello che potrebbe sembrare un corteggiamento con mille attenzioni, invio di fiori e regali, richieste di incontri e bigliettini romantici, si è trasformato ben presto in una serie di atti persecutori. Appostamenti frequenti iniziati davanti all’ingresso del centro commerciale che, scontradosi con il rifiuto da parte della donna di vederlo, sono proseguiti presso l’abitazione di lei con la pretesa di entrare. Anche quando la vittima aveva messo ben in chiaro di non voler avere nulla a che fare col 50enne, l'uomo non ha esitato a minacciarla e ad opprimerla col suo comportamento morboso fino a quando la 35enne ha trovato il coraggio di chiedere aiuto alla Divisione Anticrimine della Questura di Rimini dove ha sporto denuncia. La vicenda si è conclusa con un provvedimento del Questore che ha ammonito l’uomo con l’avvertenza che se avesse continuato sarebbe stato denunciato presso la Procura della Repubblica di Rimini.
 
Nel corso del 2020, rispetto allo scorso anno, sono aumentati i soggetti denunciati dalla Polizia di Stato di Rimini per il reato di maltrattamenti in famiglia, passando da 9 (dato 2019) a 25 (dato 2020); analogamente gli “Ammonimenti” del Questore sono saliti da 10 (dato 2019) a 12 (dato 2020). Il “codice rosso” è stato attivato in oltra 70 casi per i quali si era reso necessario l’intervento della Polizia di Stato.

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