Anche a Rimini la Capitaneria ha festeggiato il 149esimo compleanno

La città di Rimini, profondamente legata al mare ed alla cultura marinara, rinsalda il suo rapporto speciale con la storia marittima del Paese grazie alla presenza ed all'operato della locale Capitaneria di porto

Anche la Capitaneria di porto di Rimini ha festeggiato domenica il 149esimo anniversario della fondazione, con una messa officiata da Monsignor Allegretti nella Chiesa di San Girolamo alla presenza dei soli militari della Corpo. Data storica quella del 20 luglio: 149 anni orsono, infatti, con il Regio Decreto numero 2438 veniva istituito il Corpo delle Capitanerie di Porto, espressione di quelle Magistrature speciali marittime alle quali è stata affidata da sempre la disciplina della navigazione, della tutela dei naviganti, oltre che l'amministrazione e la cura dei porti.

La costituzione del Corpo delle Capitanerie di porto nasceva dall’esigenza di uniformare la disciplina di tutte le attività marittime e portuali, realizzando la fusione dei due Organi ai quali sino ad allora era affidato il mondo marittimo: il Corpo di Stato Maggiore dei Porti ed i Consoli di Marina. Il primo era un Corpo militare con attribuzioni di carattere essenzialmente tecnico-portuale, mentre al secondo erano demandate le competenze prettamente amministrative.

Il giovane Corpo si trovò, così, investito di una varietà di attribuzioni vaste e complesse, sia di carattere militare come la formazione del contingente di leva marittima e l'arruolamento dei giovani idonei a prestare servizio militare, che di compiti amministrativi.
Il Corpo delle Capitanerie di porto ha visto scrivere la propria storia nei momenti più decisivi della vita nazionale: su tutti il conflitto italo-turco che impegnò il personale delle Capitanerie per la preliminare organizzazione dell'imbarco di uomini e di materiali, e quella degli sbarchi sulla costa africana.

Al successo delle operazioni, dovuto altresì all'efficiente funzionamento dei servizi portuali, seguì l'organizzazione dei porti nei territori occupati, in modo da assicurare il costante collegamento dell'Italia con le sponde del mare africano.
Il personale del Corpo venne successivamente militarizzato alla vigilia dell'entrata in guerra dell'Italia, con un provvedimento del maggio 1915 che riconobbe il servizio prestato presso le Capitanerie di Porto come compiuto sotto le insegne ed il personale fu autorizzato così a portare le stellette militari.

Ma numerosi banchi di prova attendevano ancora le Capitanerie di porto: su tutti, i conflitti mondiali, in occasione dei quali, il concorso prestato dai Comandi di porto nella mobilitazione del personale militare, nell'impiego del naviglio mercantile per fini bellici, nella difesa delle coste permanentemente esposte ad attacchi, nell'azione di polizia militare e soprattutto l'organizzazione ed il funzionamento dell'attività portuale,  risultò indispensabile per assicurare l'approvvigionamento degli eserciti operanti, e manifestò nella sua importanza l’apporto delle Capitanerie stesse allo sforzo bellico.

Quelli poc'anzi accennati sono i passi dell'inarrestabile percorso di crescita del Corpo delle Capitanerie di porto, culminato, nel più recente passato nel Decreto istitutivo del 1989 della "Guardia Costiera", braccio operativo che racchiude i reparti che svolgono compiti di natura tecnico-operativa. Il trascorrere del tempo ha risaltato ulteriormente la vocazione innata delle Capitanerie di porto ad operare in favore del prossimo in mare, per la salvaguardia della vita umana e della sicurezza della navigazione.

A tali compiti istituzionali, si sono aggiunti successivamente quello della tutela ambientale e delle coste, della salvaguardia del patrimonio costituito dalle risorse ittiche per le quali la Capitaneria svolge quotidianamente controlli sulla filiera della pesca, dal pescatore al consumatore finale, passando per i centri di vendita e distribuzione all’ingrosso. La Capitaneria di porto sovrintende, altresì, tutto quello che attiene le attività genericamente svolte sul demanio marittimo e portuale.

La città di Rimini, profondamente legata al mare ed alla cultura marinara, rinsalda il suo rapporto speciale con la storia marittima del Paese grazie alla presenza ed all'operato della locale Capitaneria di porto, storica istituzione cittadina che conta al giorno d’oggi su un organico di circa 80 militari, parte dei quali compongono gli equipaggi delle motovedette che operano in mare, tra cui quella deputata ad assicurare il servizio di soccorso ed emergenza in mare h24, 365 giorni/anno.

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