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Animali investiti, numeri in aumento. Novità sulle strade Provinciali

“Si tratta sicuramente di un ulteriore passo avanti verso il pieno riconoscimento di alcuni principi di civiltà in materia di rispetto degli animali”, ha commentato l’Assessore Provinciale alla Tutela faunistica, Juri Magrini

La pubblicazione - il 13 dicembre scorso - sulla Gazzetta Ufficiale del decreto attuativo del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in materia di “soccorso in caso di investimento d’animali” va a rafforzare quanto già stabilito, nel 2010, dal nuovo codice della strada.Nel decreto è inserito il pieno riconoscimento del privato cittadino che porta per dovere civico un animale incidentato in un ambulatorio veterinario, la necessità di intervento anche ai fini della tutela dell’incolumità pubblica e il pieno riconoscimento dell’attività delle guardie zoofile.

“Si tratta sicuramente di un ulteriore passo avanti verso il pieno riconoscimento di alcuni principi di civiltà in materia di rispetto degli animali”, ha commentato l’Assessore Provinciale alla Tutela faunistica, Juri Magrini. “All’atto pratico, è opportuno, però, precisare che, quando si parla di animali d’affezione (cani, gatti, ecc.) la competenza alla prevenzione del randagismo è delle amministrazioni comunali. La Provincia può esercitare solo un ruolo d’indirizzo e coordinamento”.“In questa particolare materia - ha proseguito Magrini -, La Provincia potrebbe, quindi (ammesso che siano presenti condizioni di mandato e, soprattutto, risorse finanziarie), sensibilizzare e informare privati cittadini e comuni sulle novità introdotte dalla recente norma. Ricordando sempre che sono i Comuni ad avere la titolarità per intervenire in tale materia. Rimanendo ai numeri, possono essere quasi un centinaio i casi riscontrati di incidenti che riguardano questa tipologia di animali”.

La Provincia di Rimini ha stipulato una convenzione triennale (in base alle direttive regionali) con il Centro di recupero animali selvatici (Cras) gestito dalle associazioni Maricla Onlus e dell’associazione italiana per il Wwf For Nature Onlus, e denominato Sos Selvatici. Nel 2011, il centro ha operato quale unico Cras provinciale.Il Cras ha seguito il recupero di animali appartenenti alla fauna selvatica feriti o in stato di debilitazione, comprese le cure sanitarie e la fase di riabilitazione presso il centro di Torre Pedrera; gli animali recuperati sono, quindi, stati rimessi in libertà possibilmente nei luoghi di ritrovamento oppure in habitat adatto.

Nel corso del 2011 sono transitati e sono stati sottoposti a cure nel centro di Torre Pedrera 1356 animali (meno 200 circa rispetto al 2010). Di questi, ben 491 sono stati liberati mentre – purtroppo – 824 sono deceduti per la gravità delle ferite riportate. I restanti 41 sono stati protetti “in voliera” perché incapaci di provvedere al proprio sostentamento.

“Come di consueto – ha continuato Magrini -, il report complessivo sugli animali recuperati per l’anno in corso (2012) da “Sos Selvatici” sarà disponibili intorno agli ultimi giorni di dicembre”. Nel 2011 ha operato, inoltre, il piccolo centro di ricovero per mammiferi in località Torricella nel comune di Novafeltria gestito da una Ggvv, al fine di far fronte alle esigenze del nuovo territorio della Valmarecchia, in particolare per quanto riguarda il ricovero dei caprioli feriti in incidenti stradali.

Incidenti stradali che hanno coinvolto caprioli (anno 2011)

Nel 2011 sono stati registrati 144 incidenti stradali che hanno coinvolto caprioli di cui 77 nel territorio della provincia ante legge 117/09 e 68 nei sette comuni dell’Alta Valmarecchia. Inoltre è stato registrato anche un caso di capriolo sbranato da cani di affezione che ha portato all’elevazione di due verbali amministrativi.

Rispetto al 2010 c’è un incremento di circa il 9% (132 contro 144) quasi totalmente a carico del territorio provinciale ante legge 117/09 (75 incidente contro i 67 del 2010). Dalla seconda metà del 2003, l’Ufficio Affari Generali della Provincia ha messo a regime un sistema assicurativo a copertura degli incidenti stradali con fauna selvatica e pertanto la totalità degli incidenti viene ora denunciata, tramite l’Ufficio Lavori Pubblici, alla Provincia per il risarcimento; inoltre, l’Ufficio Tutela Faunistica ha istituito, sempre dallo stesso anno, un sistema di recupero carcasse in loco tramite una ditta specializzata che registra pertanto ogni carcassa recuperata. Dall’incrocio di tali dati, unitamente all’esame di quelli forniti dal Cras e dall’Ausl (pronto intervento veterinario notturno), si ha un quadro completo ed esauriente degli incidenti o avvenimenti di vario genere (comprese segnalazioni particolari) relativi al capriolo e ad altra fauna selvatica.

Dal 2006, nell’ambito di una convenzione più ampia riguardante gli animali d’affezione, è stata attivato un pronto soccorso veterinario notturno e festivo per gli ungulati.Fino al 2003 si aveva riscontro solo dei caprioli effettivamente deceduti (recupero della carcassa) o ricoverati al Cras, pertanto gli incidenti realmente avvenuti erano sottostimati. Dal 2004 i dati sono completi e pertanto confrontabili.

Provincia a 27 comuni

La distribuzione temporale degli incidenti è stata comunque simile a quella degli anni ante legge 117/09, con la concentrazione degli incidenti nel periodo aprile-luglio, con “picchi” nei mesi di aprile, maggio e giugno (fase territoriale del capriolo). Anche nel 2011 si è registrato un numero notevole di incidenti nei mesi di ottobre e novembre, probabilmente causato dall’inizio della attività venatoria e della caccia collettiva al cinghiale. I tratti stradali più a rischio si confermano la SP 258 “Marecchiese” e la SP 69 “Santa Cristina”. Anche in questo anno, in collaborazione con il Servizio Provinciale Lavori Pubblici, è continuata l’azione di messa in sicurezza delle strade tramite l’apposizione ai paracarri di catarifrangenti anti-attraversamento per la fauna (caprioli in particolare) nei tratti più a rischio delle strade provinciali.

In merito agli incidenti stradali con i caprioli s’individuano più concause tra le quali l’aumento del traffico, la velocità degli automobilisti, il disturbo antropico, l’azione di cani vaganti, il disturbo dovuto alla caccia vagante con il cane ed alle braccate al cinghiale. Come già evidenziato nello scorso anno, anche nel 2011 si è avuta una notevole frequenza di incidenti con istrici, segno dell’ormai consolidata notevole presenza di questo roditore nel territorio provinciale, come confermato anche dai dati relativi ai danni (per la maggior parte, 28, gli incidenti si localizzano nel territorio della provincia ante legge 117/09).

Il numero di investimenti di lepre rilevati nel 2011 è notevolmente aumentato. Anche per quanto riguarda il tasso si segnala un aumento consistente del numero di incidenti che coinvolgono questo animale.E’ invariato il numero di incidenti che coinvolgono cinghiali e volpi, segno di una presenza costante.Interessante è la comparsa di incidenti che riguardano il daino, localizzati nell’alta valle del Conca e probabilmente dovuti ad individui erratici provenienti dal pesarese.Si è registrato per la prima volta un incidente con nutria e questo, unito all’aumento dei capi abbattuti in piano di controllo, ci dà il segnale dell’aumentata presenza del roditore nel nostro territorio. “sugli animali domestici

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