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Anna Maria, il giallo resta: spunta il buco di una siringa

E' stato un edema polmonare dovuto ad annegamento a causare la morte di Anna Maria Stellato, la 24enne originaria di Genova ritrovata sabato mattina a 50 metri dalla spiaggia di Torre Pedrera

E' stato un edema polmonare dovuto ad annegamento a causare la morte di Anna Maria Stellato, la 24enne originaria di Genova ritrovata sabato mattina a 50 metri dalla spiaggia di Torre Pedrera. E’ quanto emerge dall'autopsia effettuata domenica: nei polmoni della giovane c'era acqua di mare. Nessuna violenza. I segni che aveva sul corpo, non profondi per provocarne la morte, compreso uno evidente sotto il collo, sono stati forse causati dall'impatto con gli scogli frangiflutti.

Gli accertamenti non hanno invece dato indizi utili a capire come sia arrivata in reggiseno e mutandine in spiaggia. I test tossicologici, i cui risultati sono attesi tra qualche giorno, mostreranno se aveva assunto droghe. A rendere più fitto il mistero il fatto che in un braccio della ragazza è stato trovato il buco di una siringa. L’ora della morte è stimata tra le 23.30 e la mezzanotte di venerdì I carabinieri sono al lavoro per chiarire soprattutto il mistero degli abiti, mai ritrovati né lungo la spiaggia, nel punto dove si presume sia entrata in acqua.

Nessuna traccia nemmeno nei cassonetti della spazzatura, né in casa, dove gli uomini dell’Arma hanno fatto un sopralluogo. La ragazza - quando il corpo è stato riportato a riva sabato mattina verso le 8 - indossava solo il reggiseno. Le mutandine galleggiavano a poca distanza dal corpo, ma le si erano sfilate forse per l'azione delle onde.

Il riconoscimento della salma è stato fatto da uno zio materno che vive al piano superiore della villetta bifamiliare di Viserbella, a due chilometri dal punto in cui il corpo è stato trovato. Nell'appartamento, Anna stava da sola spesso. Era la casa delle vacanze a Rimini, dove si recava quasi ogni estate. Quest'anno era arrivata il 28 giugno e si era fatta spesso vedere al bar del quartiere, dove l'ultima sera era entrata per chiedere una sigaretta.

Erano le 19 di venerdì e Anna era vestita. Se dopo è rientrata a casa, per spogliarsi e lasciare i vestiti per poi uscire nuovamente, lo chiariranno i carabinieri di Rimini. Per ora si suppone che dalla villetta dove alloggiava, distante dalla spiaggia 50 metri, potrebbe essere uscita intorno alle 22 senza che nessuno la vedesse. Camminando sulla battigia per oltre un chilometro e mezzo potrebbe aver raggiunto il punto in direzione del quale è stata poi trovata cadavere.

E se invece dalle 19 non fosse rientrata a casa, come pare più plausibile? Allora vuol dire che con lei venerdì sera c'era qualcuno, che poi si è curato di far sparire vestiti, portafoglio, chiavi di casa e i documenti di Anna. Quasi a volerne ritardare l'identificazione. Non si esclude l'ipotesi che si sia trattato di una serata sfuggita di mano, forse con l'uso di droga, poi un malore fatale, la paura di trovarsi nei guai e la fuga cancellando ogni traccia.

I militari stanno cercando di contattare gli amici riminesi di Anna, che con lei condividevano serate e passioni. "Ieri è morta la mia amata nipotina Anna Luna - scrive lo zio su Facebook - Con essa muore una parte del mio cuore". Il papà e la mamma, noti fisioterapisti di Chiavari, hanno tentato di aiutare la figlia a vincere la battaglia contro la droga. Con cure e comunità. Anna sul suo profilo Facebook, poche foto e pochi amici, a Rimini aveva dedicato un album fotografico.

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