rotate-mobile
Sabato, 26 Novembre 2022
Cronaca

Morì annegato nella piscina del Grand Hotel, cocaina nel sangue di Madiaye Diongue

Il 21enne di origini senegalesi aveva perso la vita durante un tuffo nell'impianto del 5 stelle di Riccione, per il perito lo stupefacente "potrebbe aver contribuito a condotte imprudenti della vittima"

Colpo di scena nell'indagine per accertare le cause della morte di Madiaye Diongue il 21enne di origini senegalesi deceduto nella piscina del Grand Hotel di Riccione lo scorso 14 luglio: gli accertamenti tossicologici sul sangue della vittima avrebbero accertato come il ragazzo fosse sotto l'effetto della cocaina. A far emergere la presenza di tracce dello stupefacente è stata la perizia disposta dalla Procura con il consulente tecnico del pubblico ministero che, oltre a stabilire il fatto che la vittima sia morta per annegamento, ha trovato nella droga una possibile concausa spingendo il 21enne a comportamenti azzardati. Al momento l'unico indagato per la morte di Madiaye Diongue è il patron del cinque stelle riccionese, Gianni Andreatta, per il quale gli inquirenti hanno ipotizzato il reato di omicidio colposo. La difesa dell'imprenditore, tuttavia, spinge per la richiesta di archiviazione proprio alla luce della positività alla cocaina riscontrata nel sangue della vittima. Resta tuttavia in piedi una responsabilità della struttura che non avrebbe vigilato sul divieto di tuffarsi nella vasca dalle 12 alle 15 in quanto in quelle ore, come riportano diversi cartelli all'interno dell'impanto, il servizio di salvataggio è assente. Com'è emerso, infatti, il servizio di salvataggio era sospeso mentre il 21enne alle 14 si trovava in acqua con altre persone tra cui la cugina. Si dovrà quindi accertare se l'impianto necessitava di un servizio di salvataggio sempre presente o se, comunque, qualcuno avrebbe dovuto vietare ai ragazzi di tuffarsi.

Secondo quanto ricostruito subito dopo la tragedia Madiaye, che lavorava come magazziniere in uno store di mobili, aveva appena finito il suo turno ed era andato in piscina con amici e parenti tra cui una cugina. La ragazza ha spiegato che, pur non sapendo nuotare, si era tuffata nella vasca profonda alcuni metri certa di essere aiutata dal 21enne in caso di difficoltà. Problemi che, per la giovane, si erano subito presentati e il cugino era intervenuto per soccorrerla e portarla al bordo della piscina. Sarebbe stato a questo punto che Madiaye è scomparso sott'acqua e, solo dopo alcuni minuti, gli altri si sarebbero accorti della sua mancanza vedendo il ragazzo che era inerme sul fondo della vasca. L'assenza del salvataggio avrebbe ritardato di alcuni minuti le manovre per ripescare il 21enne. Attimi preziosi che sono costati la vita al ragazzo portato a terra già esanime. I primi soccorsi, poi proseguiti dal personale del 118 accorso sul posto con ambulanza e auto medicalizzata, avevano dato timidi segnali di speranza di ripresa per Madiaye ma nonostante una disperata corsa all'Infermi di Rimini una seconda crisi non ha lasciato scampo al giovane col suo cuore che si è fermato per sempre.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Morì annegato nella piscina del Grand Hotel, cocaina nel sangue di Madiaye Diongue

RiminiToday è in caricamento