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Cronaca

Nuovo sopralluogo degli inquirenti nella piscina dove ha perso la vita Madiaye Diongue

Fissata la data per l'esame autoptico sul corpo del 21enne che dovrà stabilire le esatte cause del decesso, la famiglia del ragazzo ha nominato un avvocato per far luce sulla vicenda

E' stata fissata per martedì mattina l'autopsia sul corpo di Madiaye Diongue, il 21enne originario del Senegal deceduto per annegamento nella piscina del Grand Hotel di Riccione nel primo pomeriggio del 14 luglio. L'esame autoptico, disposto dal pubblico ministero Paolo Gengarelli, dovrà far luce sulle cause del decesso e allo stesso tempo è stato aperto dalla Procura un fascicolo d'indagine che ha come ipotesi di reato l'omicidio colposo. La famiglia di Diongue ha nominato come avvocato, per tutelare i propri interessi, Massimiliano Orrù e nella mattinata di sabato è stato eseguito dai carabinieri un nuovo sopralluogo nella piscina dove si è consumata la tragedia. L'inchiesta dovrà far luce sulla presenza o meno del bagnino di salvataggio nel momento in cui il 21enne è scomparso sott'acqua. Secondo quanto emerso, infatti, dalle 12 alle 15 il servizio di salvamento era sospeso e i bagni non sarebbero stati consentiti ma nonostante questo alle 14 Diongue e i suoi amici si trovavano in acqua.

Dai primi riscontri pare che il ragazzo sia improvvisamente scomparso alla vista di quelli che si trovavano con lui e, solo in un secondo momento, un amico si sarebbe accorto del corpo adagiato sul fondo della vasca tuffandosi per recuperarlo e riportarlo a terra quando era già esanime. Le prime manovre di rianimazione e quelle successive fatte dai sanitari del 118 accorsi sul posto con ambulanza e auto medicalizzata, erano riuscite a far ripartire il cuore del ragazzo che una volta stabilizzato era stato trasportato a sirene spiegate al pronto soccorso di Rimini. Arrivato all'Infermi, tuttavia, il 21enne avrebbe avuto una seconda crisi e nonostante tutti gli sforzi alla fine il medico si era dovuto arrendere dichiarandone il decesso.

La morte di "John", come lo chiamavano i compagni di squadra del Mulazzano calcio, ha sconvolto quanti lo conoscevano e che lo ricordano come "un buono e bravo ragazzo" tanto che appena hanno saputo della sua scomparsa si sono attivati per una raccolta fondi da devolvere alla famiglia.

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