"Romagna mia" festeggia 60 anni: "Rai, Mediaset e La7 la celebrino"

Il deputato Pd riminese Tiziano Arlotti scrive al ministro dei Beni e attività culturali Massimo Bray e ai più importanti network radiotelevisivi nazionali per sollecitare la commemorazione

"Romagna mia" è un patrimonio culturale nazionale e il 60° anniversario dell'incisione del famosissimo brano del Maestro Secondo Casadei, inciso per la prima volta nel 1954, va celebrato come merita. Il deputato Pd riminese Tiziano Arlotti scrive al ministro dei Beni e attività culturali Massimo Bray e ai più importanti network radiotelevisivi nazionali per sollecitare la commemorazione. "Romagna mia", in base ai dati della Siae, è la più eseguita nelle balere di tutta Italia.

Arlotti ricorda che "sono innumerevoli le esecuzioni e gli adattamenti che nel corso del suo mezzo secolo di vita hanno fatto conoscere al pubblico un genere musicale che ha varcato i confini della Romagna per diventare un fenomeno culturale. Fra gli interpreti che si sono cimentati con la celebre canzone ci sono non soltanto Claudio Villa, Nilla Pizzi, Orietta Berti, Rosanna Fratello, Narciso Parigi, Giorgio Consolini, Iva Zanicchi, ma anche cantanti provenienti da generi molto diversi come Gloria Gaynor, i Nomadi, Jovanotti, Francesco Guccini, Renzo Arbore, Gigi Proietti, Ivana Spagna e Amalia Gré con Fiorello".

"Anche la popolarissima Radio Capodistria adottò “Romagna mia”, inserendola nei suoi programmi e trasmettendola più volte al giorno. Suonata dalle orchestre in tutta la penisola e immancabile nei juke box, "Romagna mia" diventa il souvenir di tutti i turisti italiani e stranieri che soggiornano sulla riviera romagnola e ancora oggi conserva il fascino globale di una canzone che non invecchia mai - evidenzia il deputato riminese -. Il "Corriere della Sera" del 22 maggio 2004, in occasione del cinquantenario di "Romagna mia", riportava le parole del cardinale Ersilio Tonini ricordando lo stupore del cardinal Casaroli, dopo il viaggio di Papa Giovanni Paolo II a Forlì: "Scusate, ma cosa avete fatto al Papa che adesso non fa altro che cantare Romagna mia". La trasmissione di Radio 3 "Suite" ha in passato dedicato un ciclo di puntate alle origini del liscio e la sua evoluzione attraverso le sue figure fondamentali, come Secondo Casadei. E a «Romagna mia» è stata dedicata persino una piazza, unico caso nella toponomastica italiana".

Arlotti ribadisce come "Romagna mia appartiene dunque al patrimonio culturale del nostro Paese, è una canzone universale e celebrarne i 60 anni significa non solo festeggiare una canzone popolare, canticchiata e conosciuta da tutti, ma soprattutto riconoscerne gli aspetti culturali legati al linguaggio, alla poesia, all’appartenenza ad una terra. Il Maestro Secondo Casadei, che fu ribattezzato "lo Strauss di Romagna", può essere considerato ambasciatore della cultura e del turismo romagnolo nel mondo e ancora oggi le Edizioni Musicali Casadei Sonora, custodi gelose di oltre mille composizioni del Maestro, ne spediscono gli spartiti ad orchestre o bande che ancora la richiedono, essendo diventata un classico del repertorio".

Secondo l'esponente democratico riminese, è "doveroso che il Ministero dei Beni culturali, anche in collaborazione con la rete degli Istituti italiani di cultura e le Ambasciate di Italia all'estero, dia il giusto risalto alla celebrazione del 60° anniversario di "Romagna mia", così come la Rai attraverso i propri canali radiotelevisivi, e auspicabilmente anche il gruppo Mediaset e La7, valorizzino la ricorrenza nei loro palinsesti".

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