Anomalia al biodigestore di Cà Baldacci, Hera ricostruisce i fatti

Il blocco, avvenuto alle 20,43, è stato dovuto probabilmente all’occlusione di una tubazione a causa di un eccesso di condense - sottolinea l'azienda -. Alle ore 22,28, al termine dei controlli del caso, la torcia ha ripreso il suo normale funzionamento

A distanza di alcuni giorni dall'anomalia operativa che ha interessato la sera del 4 marzo il biodigestore di Cà Baldacci, grazie alle verifiche effettuate in collaborazione anche con le autorità di controllo preposte, Hera fornisce una ricostruzione precisa dell'accaduto, a integrazione di quanto già comunicato l'indomani. "Dagli approfondimenti effettuati e dai dati analizzati, già a disposizione delle autorità inquirenti e di controllo, risulta evidente che l'anomalia ha riguardato esclusivamente il blocco della torcia che solitamente brucia gas secondari di scarto o biogas in eccesso", illustra Hera.

Anomalia solo nella torcia dell'impianto
"Il blocco, avvenuto alle 20,43, è stato dovuto probabilmente all’occlusione di una tubazione a causa di un eccesso di condense - sottolinea l'azienda -. Alle ore 22,28, al termine dei controlli del caso, la torcia ha ripreso il suo normale funzionamento".

Verificata la totale assenza di emissioni odorigene e di biogas
"Tutte le verifiche effettuate nei giorni successivi all'anomalia, sia da parte dell'azienda che degli enti di controllo intervenuti a seguito della chiamata di alcuni residenti, hanno confermato quanto immediatamente comunicato da Hera il 5 marzo scorso - continua la nota dell'azienda -. Vale a dire la totale assenza, a seguito dell'anomalia, di emissioni odorigene o fuoriuscite di biogas. Tali verifiche, oltre all'analisi dei dati del sistema di controllo (una sorta di scatola nera dell'impianto), hanno contemplato anche la simulazione di un altro blocco della torcia, per verificare se in un'altra situazione simile si fossero registrate eventuali fuoriuscite, che invece non sono avvenute".

L'impianto sarà presto aperto ai cittadini
Hera ricorda "che l'impianto è attualmente in fase di avviamento/collaudo. Fase che, in tutti gli impianti industriali ad elevata tecnologia, ha proprio lo scopo di testare e risolvere tutti gli inconvenienti tecnico-gestionali connessi al suo funzionamento, con l'obiettivo di consegnare al territorio una struttura completamente affidabile ed efficiente. Sarà cura di Hera, una volta terminata questa fase, nel giro di alcuni mesi, aprire le porte dell'impianto a tutti i cittadini affinché sia possibile toccare con mano sicurezza e prestazioni di un biodigestore che, vale la pena ricordarlo, grazie ai rifiuti organici produrrà in modo completamente rinnovabile il 5% dell’energia elettrica consumata dai cittadini di Rimini".

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