Anticipato il nuovo Dpcm: quarantene di 10 giorni e limitazioni a feste private e movida

Il decreto sul contenimento del Covid dovrebbe essere varato oggi dopo la riunione del comitato scientifico di domenica, ecco tutte le novità

Domenica si è tenuta la riunione con il comitato scientifico, lunedì sera è prevista la cabina di regia con le Regioni e gli enti locali e oggi, o al più tardi martedì, verrà emanato il decreto del presidente del Consiglio con le nuove restrizioni anti contagio da Covid 19. E' il timing che si pone il governo per l'approvazione delle misure che dovrebbero entrare il vigore da giovedì. Quel che al momento emerge dal vertice del comitato scientifico che ha visto riuniti il ministro della Salute, Roberto Speranza, e il Comitato tecnico scientifico nella sede della Protezione civile, è che scende a 10 giorni la quarantena e per i positivi sarà necessario un solo tampone in uscita. Sempre domenica, una circolare del governo sull'obbligo di indossare mascherine all'aperto che ha poi costretto il Viminale a una precisazione: il dispositivo di protezione è un obbligo per le passeggiate, no per lo jogging. Anche se le misure sono ancora da limare, l'esecutivo è orientato a imporre una 'stretta' sulle feste private e sulla movida, introducendo l'obbligo di massimo trenta partecipanti a cerimonie e riunioni, il divieto di assembramento davanti a bar e ristoranti dalle 21 e la chiusura anticipata di tutti i locali alle 24. Stop anche agli sport amatoriali che prevedano un contatto, come il calcetto. Dovrebbe essere poi confermata la limitazione alle presenze nei congressi e nelle manifestazioni pubbliche al chiuso (massimo mille persone all'aperto, se consentito dalle condizioni) con una possibile deroga per alcuni teatri (come La Scala di Milano, il San Carlo di Napoli, con percentuale su capienza rispetto al numero già indicato di massimo 200 spettatori). Il governo starebbe poi valutando l'ipotesi di incentivare, portandolo al 70%, il ricorso allo smart working per la pubblica amministrazione, e insistere con una campagna di forte raccomandazione a favore dell'uso delle mascherine per i non conviventi, anche all'interno delle case. Il governo esclude nuovi lockdown generali, come a marzo. "Lo voglio dire chiaramente, l'Italia non può permettersi un nuovo lockdown, non se lo può permettere il sistema economico e quello commerciale", ha spiegato il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. "Non c'è alcuna ipotesi di provvedimenti restrittivi per le scuole", ha poi garantito, dal canto suo, la ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina. "Il governo sta valutando l'utilizzo dei test rapidi anche per le scuole, come sto chiedendo da tempo".

Il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia ha convocato per lunedì 12 la cabina di regia con le regioni e gli enti locali per fare il punto con governatori e rappresentanti dei territori sulle misure che entreranno nel nuovo Dpcm. L'approvazione del decreto della presidenza del Consiglio con le nuove restrizioni anti-contagio da Covid 19 dovrebbe slittare a martedì. E' questo il calendario di massima che, nei contatti ufficiosi, il governo ha dato ai presidenti di Regione. Speranza: contagi salgono, dobbiamo restringere maglie Dopo il vertice con il Cts, il ministro Speranza ha preso parte alla trasmissione Che tempo che fa su Rai3. "Il quadro epidemiologico in Europa - ha detto il ministro - è molto peggiorato, e il numero dei contagi è cresciuto anche in Italia, anche se i numeri sono ancora molto inferiori rispetto ad altri Paesi. Ma l'Italia non può essere considerata fuori da questo contesto. Il numero è estremamente cresciuto e questo ci porta a un cambio di fase. Dopo molte settimane in cui tendevamo ad allargare le maglie della rete, ora siamo costretti a restringere le maglie. Il Dpcm significherà un cambio di marcia con misure che non saranno ancora come quelle del passato, ma ci consentiranno di tenere sotto controllo la situazione, provando a giocare d'anticipo. Con i provvedimenti di Governo e Regioni, e i comportamenti corretti delle persone, possiamo poi evitare misure più drastiche".  

"Proveremo a incidere su aspetti della vita delle persone che non sono essenziali. Abbiamo investito sulle scuole, che riteniamo essenziali, e teniamo i ragazzi in sicurezza all'interno delle scuole, ma non all'esterno. Ecco perché tra le misure ho proposto che vengano vietate le feste private" ha aggiunto Speranza a "Che tempo che fa", anticipando le misure contenute nel prossimo Dpcm. "Ovviamente aumenteremo i controlli, ma mi fido molto dei genitori e delle persone. Sono convinto che la stragrande maggioranza delle persone seguirà il divieto, così come avvenuto nei mesi più difficili", ha precisato. Forse Dpcm domani, cambio di marcia "Speriamo di firmare il Dpcm  già domani sera". E' quanto ha dichiarato Speranza in collegamento con Fazio su Rai3.  "Siamo in un cambio di fase e bisogna stringere le maglie e nel Dpcm ci sarà un cambio di marcia anche con misure su aree più a rischio. Proviamo a giocare di anticipo per alzare il livello di attenzione". "Cts ha deciso 10 giorni di quarantena su base dati scientifici" ''I contatti dei casi positivi devono stare in quarantena. Fino a ieri era una quarantena di 14 giorni, oggi il Cts, anche per alleggerire il carico che si sta sviluppando dentro la nostra società, è arrivato a decidere 10 giorni come aveva già fatto la Germania sulla base di dati di evidenza scientifica che ci dicono che dal decimo giorno in poi il rischio che si corre è molto basso'' ha detto Speranza. Da Cts via libera a medici e pediatri su tamponi Il Comitato Tecnico Scientifico "in coerenza con le linee guida internazionali e adottando il principio di massima cautela, sottolinea l’esigenza di aggiornare il percorso diagnostico per l’identificazione dei casi positivi così come la tempestiva restituzione al contesto sociale dei soggetti diagnosticamente guariti". Lo sottinea il Cts in una nota, in cui spiega le decisioni prese oggi al termine della riunione. Tra queste, il Comitato ha ridefinito i criteri dell’isolamento fiduciario dei contatti stretti dei casi confermati positivi al virus SARS-CoV-2. Il Cts sottolinea che "per il raggiungimento dell’obiettivo strategico connesso alla sostenibilità del sistema diagnostico dei casi di positività al virus SARS-CoV-2, si ritiene necessario il coinvolgimento anche dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta per il prezioso e fondamentale contributo che potranno assicurare nella esecuzione dei tamponi, al fine di sostenere in maniera essenziale il sistema sanitario nel Paese".

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"In queste ultime ore abbiamo iniziato ad utilizzare anche i test antigenici che sono test più rapidi e che ci aiuteranno: 5 milioni sono in arrivo, verranno usati nelle scuole, stiamo lavorando per provare ad aprire anche l'opportunità di un utilizzo negli studi dei medici di medicina generale e questo potrebbe essere chiaramente un grande passo in avanti" ha detto Speranza. E in merito alle code per i tamponi ha risposto: "In queste ore è stato fatto un lavoro straordinario. Si raddoppieranno i drive-in nel Lazio a partire da domani, c'è un lavoro importante di rafforzamento della nostra rete territoriale". Sul piano dei reagenti "il problema è stato risolto dal commissario Arcuri già da diversi mesi. È chiaro che dobbiamo continuare a lavorare su questo terreno, a marzo e ad aprile si facevano circa 30mila tamponi ora siamo a 130mila al giorno". Asintomatico che non negativizza, 'libero' dopo 21 giorni Gli asintomatici che non riescono a negativizzarsi, dopo 21 giorni avranno comunque concluso la quarantena e saranno 'liberi'. E' una delle misure approvate dal Cts che confluiranno in una circolare del ministero della Salute. Il protocollo definito prevede dieci giorni di quarantena e un tampone molecolare. Se l'esito è positivo, il soggetto dovrà effettuare altri 7 giorni di isolamento al termine del quale sottoporsi nuovamente al test. In caso di nuova positività, dovrà rimanere altri 4 giorni in quarantena e poi effettuare un ultimo tampone molecolare. Anche in caso di positività sarà comunque 'libero': studi internazionali, sottolineano dal Cts, affermano infatti che dopo 20 giorni la carica virale è talmente bassa che il soggetto non è più in grado di infettare.

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