Antifascisti ma vandali, imbrattato il centro storico di Rimini

Scritte spray alla Vecchia Pescheria e sui muri della città, insulti anche alla polizia

Si definiscono "antifascisti" ma la parla più giusta è vandali. In occasione della manifstazione di Forza Nuova, infatti, il centro storico di Rimini è stato preso di mira dai soliti stupidi che, armati di bombolette spray, hanno tracciato i soliti slogan sui banchi in marmo della Vecchia Pescheria e sui muri delle abitazioni. Insulti anche alle forze dell'ordine, con la sigla Acab. Resta da vedere se le telecamere che sorvegliano il cuore della città siano riuscite a riprendere i vandali e, in questo caso, identificarli e punirli.

"Quello che è accaduto ieri a Rimini - ha commentto il sindaco Andrea Gnassi - è la perfetta dimostrazione di come esistano ancora valori che differenziano chi porta messaggi di pace e chi deliberatamente è capace solo di fare e veicolare violenza e fascismo. Da una parte la comunità che si ritrova in piazza simboleggiando con fiori la democrazia, i suoi valori, la storia di una città che è quella dei 3 Martiri,  del sangue, la morte, la distruzione causata dal fascismo portatore di morte, dolore, sangue, violenza. Dall'altra un manipolo di esaltati senza vergogna e senza alcuna morale se non quella della violenza, verso le forze dell'ordine e verso Rimini stessa. Un quadrante di città, che ha momentaneamente impedito a famiglie, attività economiche, cittadini di vivere la propria libertà. E poi una città deturpata da scritte che colpendo i muri della città ne colpiscono anche l'anima e i valori. Non c'è argomento, parola, che possa tollerare lo sfregio fatto, scritte che esaltano solo e sempre la prevaricazione e l'odio.  Chi difende i valori della libertà e dell'antifascismo, della democrazia, lo fa con la tenacia, la lotta e i fiori. Non imbrattando la città e la sua storia. Rimini ha reagito, reagisce e reagirà verso l'ondata capeggiata da una forza nuova ma che di nuovo non ha nulla e fa leva sull'esaltazione per la violenza che è, prima di tutto, l'effetto di una gigantesca povertà di memoria, di etica, di intelligenza. Bisogna guardare a queste persone non con l'odio con cui essi guardano al resto del mondo, ma con la forza dell'idea democratica. La democrazia e Rimini sono fiori e valori. Un grande grazie a tutte le forze politiche sociali, le associazioni, i cittadini che hanno difeso la democrazia con forza e civiltà. Un grande grazie alle forze dell'ordine tutte, al Questore, al Prefetto, che con organizzazione, determinazione e buon senso hanno lavorato l'intera giornata di sabato gestendola al meglio. Una giornata dalla quale alla fine resteranno Rimini i suoi valori e non le idiozie di esaltati e violenti".

In una nota stampa, tuttavia, gli antifascisti si dissociano dall'atto vandalico e, allo stesso tempo, sostengono di non esserne gli autori. "Sabato pomeriggio - spiegano - mentre eravamo impegnati sul mare a impedire ai fascisti arrivati da tutta Italia di sfilare tranquillamente per Rimini, qualche bimbominkia ha pensato bene di sporcare un monumento del centro della nostra città a cui siamo molto legati i tavoli in marmo della Vecchia Pescheria. Una schifezza in cui non ci riconosciamo e che sicuramente non aiuta la nostra causa: usare contenuti giusti facendo ca***te non può che essere controproducente. Siamo molto arrabbiati per quanto accaduto eppure ci sentiamo di dire agli indignati da tastiera di queste ore che anche la calata dei nazisti dell'Illinois che vorrebbero usare Rimini come una vetrina è un pessimo danno all'immagine della nostra città, e vi invitiamo a essere così solerti anche su questo in futuro. Amiamo Rimini, odiamo il fascismo e la militarizzazione della nostra città, e pure di certe idiozie che fomentano la stretta securitaria ne faremmo volentieri a meno. Invitiamo il/la responsabile a riparare al danno arrecato alla comunità".

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