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Emilia-Romagna unita nella lotta alle infiltrazioni mafiose

«La legalità è un valore irrinunciabile, e non da oggi. E quello di oggi è un ulteriore passo in avanti per estendere le cautele antimafia anche nel settore privato». Lo ha sottolineato il presidente Vasco Errani

«La legalità è un valore irrinunciabile per la nostra regione, e non da oggi. E quello di oggi è un ulteriore passo in avanti per estendere le cautele antimafia anche nel settore privato». Lo ha sottolineato il presidente della Regione Vasco Errani, lunedì mattina a Rimini nella Sala del Giudizio del Museo civico cittadino, durante la sottoscrizione di un protocollo di intesa, alla presenza del ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri, tra la Regione e tutti i Prefetti dell’Emilia-Romagna.

Presenti infatti Angelo Tranfaglia di Bologna, Provvidenza Delfina Raimondo di Ferrara, Angelo Trovato di Forlì-Cesena, Benedetto Basile di Modena, Luigi Viana di Parma, Antonino Puglisi di Piacenza, Bruno Corda di Ravenna, Antonella De Miro di Reggio Emilia e Vittorio Saladino di Rimini. Alla cerimonia di sottoscrizione erano presenti anche l’assessore regionale alle Attività produttive Gian Carlo Muzzarelli, i rappresentanti della sezione regionale Anci e Upi, i Sindaci delle principali città dell’Emilia-Romagna e i Presidenti delle Province.

«Stiamo lavorando anche per elevare la sensibilità culturale del territorio e dei suoi protagonisti, affinchè si affianchino e sostengano il grande lavoro delle Forze dell’ordine e della Magistratura - ha aggiunto il presidente Errani -. Questo protocollo ci vede tutti impegnati in un’unica direzione. Uno dei valori di questo Paese, che deve essere rimesso al centro, è la leale collaborazione tra istituzioni, senza primogeniture o protagonismi. Un modo perché il sistema sia più efficiente e all’altezza nel rispondere alle esigenze della società, delle imprese e dei cittadini. Questa pratica, in Emilia-Romagna, come si vede è reale e non è un percorso occasionale».

"Ospitando questa iniziativa vogliamo indicare, alla città, un cambio di passo sapendo che non è il tempo di minimizzare, di voltare lo sguardo - ha affermato il sindaco Andrea Gnassi -. E’ ora di agire, insieme, per tutelare il tessuto economico della nostra comunità. Siamo sicuri che a questo diverso approccio da parte della Amministrazione dello Stato e di quella Comunale si affiancherà un diverso atteggiamento del resto della comunità locale, in primo luogo delle imprese e degli ordini professionali. Solo coesi sarà possibile tutelare la nostra economia, la sua competitività e con essa la nostra qualità della vita. In fondo anche la nostra libertà".

"Se vogliamo contrastare la criminalità organizzata abbiamo bisogno di istituzioni esemplari ed efficienti, di cittadini ed imprenditori attivi e consapevoli, di un ruolo efficace delle forze di polizia - ha ricordato Vitali -. Ma abbiamo anche bisogno di strumenti di indagine più adeguati ad una realtà che non è più rappresentabile come solo lambita dalla penetrazione criminale. Per questo trovo fondamentale la volontà annunciata dal Ministro, che anche per questo ringrazio, di istituire un’ Agenzia operativa della DIA in Emilia Romagna. E’ un impegno su cui contiamo e di cui abbiamo bisogno, consapevoli che nel difendere l’economia e la società di questa regione si difende una parte importante del patrimonio di civiltà e sviluppo che è fondamentale per costruire il futuro del nostro Paese". 

Il Protocollo – che ha durata di due anni a partire da oggi ed è rinnovabile per un ulteriore biennio – va a completare l’attuazione della legge regionale 11 del 2010 che ha introdotto disposizioni per la promozione della legalità e della semplificazione nel settore edile e delle costruzioni a committenza pubblica e privata. Inoltre, nel 2011, la Regione si è dotata anche di una legge per l'attuazione coordinata delle politiche regionali a favore della prevenzione del crimine organizzato e mafioso, nonché per la promozione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile.?Tra gli obiettivi principali dell’accordo sottoscritto, incrementare le misure di contrasto ai tentativi di infiltrazione mafiosa anche nel settore dell’edilizia privata, dematerializzare gli adempimenti, migliorare lo scambio di informazioni tra le pubbliche amministrazioni per garantire una maggiore efficacia dei controlli, utilizzando appositi indicatori di anomalia degli appalti.?

Con esso le Prefetture si impegnano a considerare, tra i soggetti legittimati a richiedere la documentazione antimafia, anche le imprese affidatarie ed esecutrici di lavori per i quali è rilasciato dai Comuni il permesso di costruire nel settore dell’edilizia privata.?In caso di costruzioni di rilevante entità economica, il Protocollo intensifica i controlli antimafia, coinvolgendo l’Anci Emilia-Romagna nella definizione di ambiti e modalità di svolgimento delle verifiche stesse. La Regione si impegna a richiedere al Prefetto competente le informative antimafia per le imprese che intendono partecipare ai bandi della Regione che concedono finanziamenti e/o contributi per la realizzazione di opere.

Nel caso in cui la società o l’impresa abbia sede legale in altra regione, la Regione Emilia-Romagna inoltrerà la richiesta di informazioni alla Prefettura-Utg competente per territorio, segnalando che la stessa è effettuata in attuazione di questo Protocollo. Se a carico delle ditte richiedenti dovessero emergere elementi relativi a tentativi di infiltrazione mafiosa, la Regione procederà all’esclusione di tali soggetti dai finanziamenti.? Tra gli effetti del documento di intesa vi è anche un’ulteriore qualificazione delle stazioni appaltanti e degli operatori economici, nonché una maggiore semplificazione e dematerializzazione dei procedimenti e degli adempimenti per potenziare i controlli sugli appalti dell’edilizia privata, ad esempio: le certificazioni antimafia, i modelli Gap e G118 per i subappalti e subforniture, inviati dalle stazioni appaltanti alle Prefetture.

La legge regionale 11/2010
?La legge punta a valorizzare le imprese virtuose (rimuovendo i comportamenti illegali che alterano il mercato e la libera concorrenza), a semplificare la normativa del settore (riducendo le pratiche cartacee e l’uso indiscriminato del massimo ribasso d’asta negli appalti) e ad aumentare i controlli nei cantieri (anche con l’utilizzo delle tecnologie informatiche necessarie per segnalare appalti nei quali possono annidarsi fenomeni di infiltrazione mafiosa, lavoro irregolare e usura).?La norma prevede l’attuazione di un sistema integrato di sicurezza territoriale e di qualificazione e idoneità degli operatori economici e delle pubbliche amministrazioni; un potenziamento dell’attività di controllo nei cantieri edili e di ingegneria civile, sia tramite incentivi rivolti a imprese e committenti pubblici e privati, sia attraverso  la definizione di criteri di proporzionalità e adeguatezza, con riferimento alla dimensione dei cantieri ovvero alla particolare pericolosità di lavori, per l’inserimento di sistemi informatici di controllo e registrazione automatica delle presenze autorizzate nei cantieri.?Si potenzia l’attività di monitoraggio e controllo degli appalti tramite l’Osservatorio regionale dei contratti pubblici.?

Attraverso le funzioni di controllo-segnalazione e controllo-referto, con l’utilizzo di appositi indicatori sintomatici di anomalia verrà potenziata l’attività di vigilanza sugli appalti per quanto riguarda l’aspetto della sicurezza nei luoghi di lavoro ed il rispetto degli obblighi assicurativi e previdenziali; controllo che, basandosi su opportune elaborazioni delle informazioni raccolte, interverrà anche in caso di alterazione del congruo e regolare svolgimento delle attività nei cantieri.?Oltre a questo, la norma prevede la realizzazione di progetti per aggiornare e rendere consultabile agli aventi diritto la banca dati delle certificazioni rilasciate sul territorio regionale (le cosiddette “white list” o “elenchi di merito”), relative alla regolarità contributiva degli operatori economici e alla congruità dell'incidenza della manodopera per contratto affidato.

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