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Anziani, indagine vittime covid: anche dei riminesi a favore della nascita di un comitato

Posta la prima pietra per la creazione del Comitato unico regionale aperto a parenti delle vittime covid nelle Rsa, ai familiari degli anziani ancora nelle strutture e agli operatori

Proseguono le indagini anche a Bologna sugli anziani vittime del covid deceduti nelle Rsa e nelle Cra del capoluogo emiliano. Nei giorni scorsi, gli inquirenti hanno infatti sentito alcuni familiari degli ospiti dell'istituto Sant'Anna-Santa Caterina di Bologna, una delle case di riposo della città in cui durante il lockdown era scoppiato un focolaio di coronavirus e dove i Nas hanno effettuato controlli nei mesi scorsi. A Modena e Reggio Emilia, invece, dopo le prime audizioni nel giugno scorso, i familiari attendono ulteriori convocazioni. Procure al lavoro, infine, anche a Parma e Ferrara. A fare il punto della situazione è Bruno Barbieri, presidente del Codacons dell'Emilia-Romagna, che lunedì in città ha aperto l'assemblea dei familiari degli anziani vittime di covid in Emilia-Romagna, riunita con l'obiettivo di creare un unico comitato regionale. Sono stati gli stessi parenti, con i loro esposti sulle Rsa e le Cra nel pieno dell'emergenza, a portare la magistratura ad accendere i fari sulle morti degli anziani nelle strutture dell'Emilia-Romagna. "Le indagini sono ancora in corso e al momento non c'è alcuna richiesta di archiviazione- spiega Barbieri, parlando alla 'Dire'- alcuni familiari sono stati contattati dagli inquirenti per essere sentiti sulla documentazione prodotta, per integrare i documenti e avere chiarimenti. Questo su Bologna, su Ferrara e su altre province. Speriamo che al termine delle indagini si arrivi a una richiesta di rinvio a giudizio".

Nel frattempo, il Codacons e i familiari attendono ulteriori documenti dalla Regione. "L'ultima istanza di accesso agli atti ha avuto una risposta al 50%- sottolinea Barbieri- quindi abbiamo dato un ultimatum all'assessore Donini perché provveda entro una settimana a farci avere il materiale restante. E' molto importante, perché la nostra situazione è molto simile a quella della Lombardia e ci sono mancanze che possono essere rilevate solo grazie a questi documenti che, non a caso, non ci sono stati dati". Se dalla Regione non arriverà una risposta entro una settimana, avverte il presidente del Codacons, "ci rivolgeremo alla magistratura". Inoltre, "non appena avremo i documenti mancanti, faremo un'integrazione agli esposti già depositati" alle Procure dell'Emilia-Romagna.

Lunedì sera, intanto, è stata posta la prima pietra per la creazione del Comitato unico regionale aperto a parenti delle vittime covid nelle Rsa, ai familiari degli anziani ancora nelle strutture e agli operatori delle case di riposo. In assemblea sono state raccolte le firme dei presenti (circa una trentina) a favore della nascita del comitato, a cui aderiscono cittadini di Bologna, Modena, Reggio Emilia, Parma, Ferrara e Rimini. Nei prossimi giorni saranno definiti lo statuto e le nomine.
"L'obiettivo è avere una rappresentanza unitaria per tutta la regione", spiega Barbieri, avendo cosi' "più forza" nell'interlocuzione con la Regione, gli enti interessati e anche con le Procure. All'interno del comitato, pur condividendo obiettivi comuni, ogni realtà territoriale avrà la propria autonomia e potrà avere il proprio legale di fiducia per portare avanti gli esposti.

(Agenzia Dire)

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