rotate-mobile
Mercoledì, 19 Giugno 2024
Cronaca

Grazie a un'App salva la vita a un uomo: "Non sono un eroe, ho fatto quello che i sanitari fanno tutti i giorni"

Lorenzo Lunadei è intervenuto tempestivamente col defibrillatore riuscendo a far ripartire il cuore di una persona colpita da infarto: "Grazie ai corsi fatti con la Croce Rossa

"Non sono un eroe, ho fatto quello che i sanitari fanno tutti i giorni". Lorenzo Lunadei, 22 anni, rifiuta l'appellativo e ci tiene a precisare l'importanza dei corsi che vengono effettuati per imparare a usare i defibrillatori automatici che in caso di emergenza possono salvare la vita di un uomo. Ed è proprio questo che ha fatto il ragazzo quando, lunedì pomeriggio, un autotrasportatore è stato colpito da un infarto mentre si trovava a bordo del proprio mezzo nella zona industriale di Viserba. Quando i passanti hanno dato l'allarme al 118, dalla centrale operativa di Romagna Soccorso è stata inviata sul posto un'ambulanza e contemporaneamente è stato attivato l'alert sull'applicazione DAE RespondER. Si tratta di un'app per cellulari destinata a tutte le persone che hanno seguito il corso per l'utilizzo dei defibrillatori automatici e che, grazie alla geolocalizzazione degli smartphone, è in grado di avvisare quelli che si trovano nelle vicinanze dell'evento in maniera da poter intervenire tempestivamente in attesa dell'arrivo dell'ambulanza. Gli interventi immediati, infatti, garantiscono un'altissima percentuale di sopravvivenza per chi ha un infarto in atto.

Ed è questo quello che è successo lunedì pomeriggio con Lorenzo che, trovandosi nella zona interessata, non ha esitato a rispondere alla chiamata dell'app. Il 22enne si è precipitato nella vicina farmacia per prendere il defibrillatore e, in pochissimi minuti, è intervenuto per soccorrere l'autotrasportatore. Le prime manovre di rianimazione, che hanno colmato il gap dell'arrivo dell'ambulanza del 118, sono state fondamentali per l'uomo colpito dal malore. L'intervento dei sanitari di Romagna Soccorso ha poi proseguito quanto iniziato da Lorenzo e, una volta stabilizzato, il paziente è stato trasportato d'urgenza all'Infermi di Rimini dove è stato immediatamente sottoposto ad angioplastica e, nella serata di martedì, dichiarato fuori pericolo dai medici.

Lorenzo, cosa fai nella vita?
Mi sono appena laureato in Scienze della Comunicazione e, da anni, sono un volontario della Croce Rossa all'interno della quale ho seguito i corsi anche per l'utilizzo del defibrillatore automatico.

Come mai hai scelto questo settore nel volontariato?
La Croce Rossa abbraccia molti settori, dal sanitario al sociale, quindi ho trovato molto stimolante entrare in questo ambiente che mi ha permesso di fare belle e importanti esperienze. Inoltre sono appassionato proprio del settore sanitario e, quindi, ho fatto anche il corso per soccorritore.

Quella di lunedì è stata la tua prima esperienza sul campo?
Sì, prima non avevo mai utilizzato il defibrillatore automatico su un paziente vero. Ai corsi ci hanno insegnato che quando una persona viene colpita da infarto ogni minuto che passa senza massaggio cardiaco porta a una perdita del 10% delle funzioni del paziente e, quando mi è arrivato l'alert sul cellulare, non ci ho pensato due volte ad intervenire. Dopo aver preso il defibrillatore nella farmacia sotto casa, e voglio sottolineare l'importanza della presenza di queste apparecchiature sul territorio, mi sono precipitato sul posto dell'evento. C'erano già due persone: una al telefono con la centrale operativa del 118 che gli dava indicazioni e, l'altra, che provava a fare il massaggio cardiaco. Come mi hanno insegnato al corso, ho subito applicato gli elettrodi al paziente e attivato il Dae. L'apparecchiatura ha dato immediatamente il messaggio che nessuno vorrebbe sentire, ossia che era necessaria una scarica, perchè significa che la situazione è decisamente seria. Dopo lo shock ho proseguito col massaggio e, in quel momento, è arrivata l'ambulanza del 118. Ho aiutato i sanitari, che hanno intubato l'uomo, e poi lo hanno collegato al monitor. Ho visto che non era necessaria una seconda scarica, aveva ripreso a respirare pur restando incosciente, e sono stato molto sollevato. Poi è arrivato anche il medico, che ha proceduto con la terapia farmacologica, e alla fine il paziente è stato portato in ospedale dove è stato operato d'urgenza e adesso so che si è salvato.

Cosa ti ha lasciato questa esperienza?
Sicuramente la consapevolezza dell'importanza dei corsi che ho fatto e la continua formazione che, periodicamente, ci vede impegnati negli aggiornamenti delle procedure. Per me era la prima volta ma, nonostante questo, ho eseguito tutto quello che avevo imparato senza perdere la concentrazione. Mi ha anche fatto capire quanto sia fondamentale intervenire tempestivamente in caso di eventi come questo e, allo stesso tempo, su quanto sia indispensabile l'app che nasce da un progetto specifico realizzato dal Sistema 118 e finanziato dalla Regione con il contributo anche della Fondazione del Monte. Credo che, quanto prima, tutte le scuole superiori dovrebbero tenere agli alunni dei corsi di primo soccorso e di utilizzo del Dae.

Hai salvato la vita a un uomo, vorresti incontrarlo quando sarà dimesso dall'ospedale?
Non ho fatto nulla di eccezionale se non mettere in pratica quanto imparato. Tanti operatori del 118, ogni giorno, salvano le persone. Io non ho pretese ma, se quella persona vorrà incontrarmi, sono a disposizione.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Grazie a un'App salva la vita a un uomo: "Non sono un eroe, ho fatto quello che i sanitari fanno tutti i giorni"

RiminiToday è in caricamento