Apparecchiatura "miracolosa" per curare i tumori, nei guai due guaritori improvvisati

Entrambi operavano in un centro olistico, indagati per esercizio abusivo della professione medica e circonvenzione di incapace

Due presunti "guaritori" riminesi, che operavano in un centro olistico della città, sono indagati a vario titolo per esercizio abusivo della professione medica e circonvenzione di incapace dopo aver convito alcuni pazienti affetti da gravi malattie a seguire le loro cure. A finire nei guai un 73enne e un 59enne che avrebbero approfittato delle loro posizioni nell'associazione che si occupa di discipline naturali per avvicinare i malati spacciando cure miracolose anche grazie all'utilizzo di un'apparecchiatura in grado di distruggere ogni tipo di male. Il 73enne, in particolare, avrebbe convinto una persona affetta da una patologia che non lascia scampo di aver sofferto anche lui della stessa affezione ma di esserne uscito indenne grazie all'alimentazione e all'utilizzo del macchinario miracoloso. La vittima si sarebbe quindi affidata al santone e, oltre a dargli del denaro per l'acquisto dell'apparecchiatura, avrebbe iniziato a seguire la dieta prescrittagli e a sospendere le cure tradizionali. Nonostante questo, però, il malato era deceduto nel giro di un mese. Il 59enne, invece, avrebbe utilizzato alcuni strumenti medici, pur non avendo la laurea in Medicina, visitando i pazienti e attraverso la "lettura" dell'iride capire se il fisico avesse bisogno di disintossicarsi per poi prescrivere integratori vari e l'utilizzo di apparecchiature elettromedicali. I due, quindi, sono finiti nel mirino della magistratura coi carabinieri del Nas che hanno compiuto una perquisizione nelle abitazioni e nei locali usati dai due guaritori seqeustrando elementi utili alle indagini.

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