Approvato il Rue: nuove opportunità per riqualificare gli alberghi, spazio ai tetti verdi e incentivi

Il Regolamento urbanistico edilizio permette anche di destinare le aree delle strutture demolite a servizi come spa, piscine, parcheggi

Più opportunità per intervenire sulla riqualificazione delle strutture ricettive, più attenzione alla desigillazione dei suoli, ai tetti verdi e al recupero acque e soprattutto la semplificazione di alcuni procedimenti per rendere più snelli gli interventi. Sono alcune delle novità introdotte nella variante al Regolamento Urbanistico Edilizio, lo strumento di pianificazione urbanistica adottato l’ottobre scorso dal consiglio comunale e oggetto in questi mesi di consultazione con cittadini e ordini professionali. Dopo l’adozione in Consiglio, si è aperta infatti la fase di presentazione delle osservazioni da parte dei soggetti interessati, fase che si è completata in questi giorni, con l’approvazione giovedì della proposta di controdeduzioni da parte della Giunta da sottoporre al Consiglio Comunale, dopo aver raccolto i necessari pareri della Provincia.

I principali elementi di novità sono coerenti con l’obiettivo generale del Rue, che mira a promuovere una riqualificazione sostenibile del territorio, attraverso il recupero e la valorizzazione del patrimonio edilizio esistente. Il Rue pone particolare rilievo alla rigenerazione e la riqualificazione del comparto ricettivo, necessario per un’elevazione del sistema di accoglienza e quindi dell’economia del territorio. Su questo fronte, oltre a introdurre incentivi e premialità per chi investe nel recupero e nella riqualificazione energetica delle strutture, si favorirà la conversione di alberghi dismessi in servizi e dotazioni per il turismo. Sarà ad esempio possibile trasferire le superfici demolite degli alberghi dismessi per l’ampliamento di altri alberghi esistenti, consentendo di destinare le aree degli hotel dismessi e demoliti anche all’implementazione di servizi come spa, piscine, parcheggi. E’ stata quindi rivista la norma precedente, che prevedeva l’obbligo di cessione al comune dell’area dell’albergo dismesso, vincolandone però la destinazione a servizi per ampliare l’offerta turistica e le dotazioni di sosta.

Sarà dedicata maggiore attenzione al cosiddetto ‘deceiling’, cioè alla desigillazione dei suoli, alla realizzazione dei tetti verdi e al recupero delle acque, attraverso ad esempio la costruzione di parcheggi ‘permeabili’, con soluzioni autobloccanti o simili per aumentare la permeabilità dei suoli.  Sono state inoltre ampliate le premialità per chi interviene sugli “scheletri”, cioè gli edifici incompleti ("scheletri") prevedendo gli incentivi del 7ter anche su questi edifici al fine di stimolarne il recupero e rigenerazione. Tra le novità, anche una maggior flessibilità alle destinazioni d'uso e di intervento anche sugli edifici storici per favorirne la valorizzazione, la semplificazione di alcuni interventi edilizi quali ad esempio l’ammissibilità alla realizzazione di soppalchi in centro storico e specifiche per la realizzazione dei ‘glamping’.

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“Durante i mesi scorsi, anche in periodo di lockdown, abbiamo proseguito il confronto con tutti gli ordini professionali per una rilettura del testo del Rue per semplificarne la comprensione e renderne univoca l’interpretazione e applicazione – spiega l’assessore alla pianificazione e gestione del territorio Roberta Frisoni – Oggi si è definito il percorso di raccolta e analisi delle osservazioni, frutto di un lavoro che ha raccolto suggerimenti e riflessioni arrivate sia dai professionisti sia dai consiglieri, e che soprattutto ha tenuto conto delle importanti novità legislative, una su tutte il dl Semplificazioni, oggi convertito in legge. Non dimentichiamo infatti che il Rue è nato in epoca ‘pre-Covid’ e troverà applicazione in un contesto profondamente modificato. Abbiamo quindi lavorato affinché il Rue possa essere ancora più utile ed efficace per questa fase di ripartenza. Raccolto il parere della provincia, la proposta deliberata dalla giunta potrà essere sottoposta al Consiglio per l’esame e l’approvazione”.

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