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Arcuri al Meeting: "Il virus non è mai andato via. Ripartenza scuole primo ritorno alla normalità"

Il commissario per l'emergenza Covid: "Avremo 3.700 posti nuovi in più di terapia intensiva, che significano il 70% in più di quanto avevamo a marzo"

"Il virus non è mai andato via, finirà quando nel mondo saranno disponibili miliardi di vaccini". Così Domenico Arcuri, commissario straordinario del governo per l'emergenza Covid-19 e amministratore delegato di Invitalia (Agenzia nazionale per lo sviluppo), intervenendo all'incontro dal titolo 'Peggio di questa crisi c'è solo il dramma di sprecarla. Dialogo sulla ripartenza' che si è svolto giovedì nell'ambito del 41esimo Meeting di Rimini, in programma al Palacongressi della Fiera fino al 23 agosto. "Conserviamo la libertà che abbiamo ritrovato- ha proseguito- accompagnandola ad un forte senso di responsabilita'".

Riapertura delle scuole

"Penso che la riapertura delle scuole sia necessaria non solo per il fine altissimo dell'istruzione, ma perché è un primo ritorno collettivo alla normalità. Certamente è necessario che la riapertura delle scuole sia accompagnata da una serie di strumenti che ne consentano un accettabile livello di sicurezza. E su questo farei un richiamo: cerchiamo di lavorare tutti insieme, come comunità, per far sì che questo accada, perché l'obiettivo è troppo importante". Secondo il commissario Arcuri riaprire le scuole il 14 settembre "sarebbe un risultato importante- ha infine concluso- e sono certo che questo obiettivo sarà conseguito".

L'emergenza e la terapia intensiva

"Il nostro Paese è stato particolarmente meritevole nell'affrontare questa tragedia. Abbiamo imparato a conoscere questo virus all'inizio per tutti, anche per la scienza, sconosciuto; abbiamo imparato a rincorrere questi eventi ormai, in grande misura, ad anche ad anticiparli". Il commissario ha infine ricordato che "all'inizio del mese di marzo eravamo il secondo Paese al mondo per numero di contagi, un numero drammatico, mentre oggi siamo il 16esimo"

Continua Arcuri: "Avremo 3.700 posti nuovi in più di terapia intensiva, che significano il 70% in più di quanto avevamo a marzo. In più, 4.200 posti in piùdi sub intensiva. Tutto questo deve servire a scongiurare il collasso delle strutture sanitarie e a non rivivere più quei giorni di tregenda. L'Italiaè più preparata di quello che eravamo quando ci è capitata questa tragedia. Forse ci siamo preoccupati negli anni troppo del nostro stato patrimoniale e poco del nostro conto economico e del nostro Pil. Dobbiamo avere cura di investimenti in settori strategici per la vita dei cittadini. Oggi produciamo oltre 30 milioni di mascherine al giorno, più di quello che ci serve, e siamo pronti anche a restituire gli aiuti che abbiamo ricevuto da altri Paesi".

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