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Cronaca Montescudo

Tre nuove aree protette in Valconca

Nella seduta di mercoledì sera il Consiglio provinciale di Rimini ha approvato, con il voto favorevole della maggioranza e l’astensione dell’opposizione, l’istituzione di 3 nuove aree protette in Valconca

Nella seduta di mercoledì sera il Consiglio provinciale di Rimini ha approvato, con il voto favorevole della maggioranza e l’astensione dell’opposizione, l’istituzione di 3 nuove aree protette in Valconca: 2 Aree di Riequilibrio Ecologico e un Paesaggio naturale e Seminaturale Protetto. Si tratta di nuove forme di aree protette che, per la prima volta dalla Legge Regionale 6 del 2005, riconoscono la necessità di tutelare i valori naturalistici
 
Cosa sono:
Si tratta di nuove forme di aree protette che, per la prima volta dalla Legge Regionale 6 del 2005, riconoscono la necessità di tutelare i valori naturalistici anche in territori fortemente antropizzati, grazie alla condivisione e alla partecipazione di tutti i soggetti interessati. Nel caso specifico, le due Aree di Riequilibrio Ecologico sono ‘Rio Melo’ di 7 ettari di estensione nel Comune di Riccione e ‘Rio Calamino’ di 15,5 ettari di superficie nei Comuni di Montescudo e Monte Colombo. L’area di Paesaggio naturale e seminaturale protetto, di circa 2.900 ettari, si estende in 11 Comuni della Valconca.
 
L’iter:
Questo progetto ha formalmente preso avvio nel 2007, allorché la Provincia di Rimini, dopo un’ampia consultazione con le Amministrazioni Comunali e le varie associazioni di categoria, propone alla Regione Emilia Romagna l’istituzione di tali aree. La proposta viene accolta nel 2009 e quindi inserita nel “Programma per il Sistema Regionale delle Aree Protette e dei Siti Rete Natura 2000”.
Successivamente si è proceduto alla predisposizione del materiale istitutivo previsto dalla LR 6/2005 e precisamente alla definizione delle finalità; degli obiettivi gestionali specifici, delle misure di incentivazione.
Alla fine del 2010 si è dato il via alle consultazioni per la condivisione del materiale predisposto con tutti i soggetti interessati, in piena linea con quanto previsto dall’iter istitutivo fissato dalla normativa di riferimento: si sono incontrati più volte i Comuni, poi le associazioni ambientaliste, venatorie e degli agricoltori.
Nell’ottica del massimo coinvolgimento dei soggetti interessati, oltre al materiale indispensabile richiesto dalla legge, si è predisposta anche una bozza di convenzione tra la Provincia ed i vari enti locali, per addivenire ad una gestione integrata della successiva gestione del Paesaggio naturale protetto (la gestione delle aree di riequilibrio ecologico spetterà ai Comuni interessati).
E proprio il Comitato di gestione come risultante dalla Convenzione in questione, dovrà provvedere, in forma integrata e partecipata appunto, entro un anno dall’istituzione, alla predisposizione del Regolamento di Tutela e Valorizzazione, e quindi alla definizione delle modalità concrete di utilizzo e tutela di quel territorio e di tutte le attività che su di esso insistono.
E’ quindi successivamente alla istituzione,che prende avvio la fase di fitta concertazione per definire il modello di sviluppo sostenibile di quel territorio: la legge di per sè non pone vincoli né divieti, non pone obblighi né oneri a carico delle amministrazioni o dei privati. Eventuali, specifiche modalità di gestione dell’area ora protetta, saranno decise nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, insieme a tutti i soggetti interessati.
Ieri sera al Consiglio si è chiesto pertanto di condividere le linee guida, rinviando ad un secondo momento la definizione delle vere e proprie azioni gestionali e regolamentari.


Le risorse:
Va detto chiaramente che oggi non si poteva perdere questa occasione perché solo con l’istituzione entro il 30 giugno 2011 si apre per quei territori la possibilità di accedere a finanziamenti importanti: il 30 giugno scade il bando sul Piano Investimenti che concede € 50.000,00 a ciascuna area di riequilibrio di nuova istituzione ed € 200.000,00 a ciascun Paesaggio protetto di nuova istituzione.
Il Piano di Azione Ambientale (2011-2013) permette poi di effettuare interventi per la tutela di biodiversità nelle nuove aree protette, per un ammontare complessivo di € 400.000,00.
Inoltre, numerosi degli obiettivi gestionali specifici previsti nel materiale istitutivo, trovano apposito finanziamento nelle misure del Programma di Sviluppo Rurale dell’Emilia Romagna.
Infine ma non per ultimo, ci sarà anche la possibilità di finanziamenti per la gestione ordinaria delle nuove aree protette, ai quali la Regione sta lavorando in accoglimento delle sollecitazioni provenienti dalle Province.


Il commento:
“Credo fermamente- dichiara l’Assessore all’Ambiente della Provincia di Rimini, Stefania Sabba- che l’istituzione delle tre nuove aree protette deliberata ieri sera dal Consiglio Provinciale sia una grande opportunità per quei territori e per i valori naturalistici di tutto il territorio riminese. Una provincia che oggi può vantare il 15% di territorio tutelato, in linea con le altre province emiliano romagnole, con gli obiettivi regionali e con le direttive europee. Ringrazio e dichiaro pubblico apprezzamento per il Consiglio provinciale di Rimini che, con il suo voto favorevole, ha avuto la lungimiranza di un progetto di sviluppo sostenibile che porterà anche nuove, preziose risorse economiche per i territori interessati.”

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