Arrestato "il gatto", il ladro acrobata gravitava anche nel riminese

Il malvivente è accusato di aver messo a segno ben nove furti aggravati in altrettante abitazioni del Nordest

La Polizia di Stato della Questura di Pordenone ha arrestato A.M. un 30enne albanese, accusato di aver messo a segno ben nove furti aggravati in altrettante abitazioni del Nordest tra il 3 e il 20 novembre. Il malvivente, secondo quanto emerso, gravitava anche nel riminese e nella primavera del 2018 era stato fermato sulla Riviera, in uno stabile abbandonato, con arnesi da scasso.

Come riporta TrevisoToday Il fermato, irregolare in Italia in quanto sprovvisto del permesso di soggiorno, era già noto alle forze dell'ordine per alcuni precedenti simili. Gli agenti presumono sia il capo di una banda attiva tra le province di Pordenone e di Treviso. L’uomo, senza fissa dimora, è stato rintracciato e bloccato in zona Fiera a Pordenone. Aveva commesso il primo furto la sera del 3 novembre scorso a Pordenone fuggendo con un bottino di oltre mille euro in gioielli. I 9 furti messi a segno avevano fruttato al ladro circa 60mila euro tra contanti, gioielli, orologi e lingotti d'oro trafugati da case e ville della zona. Nel Trevigiano era entrato in azione a Susegana, Vittorio Veneto e Vazzola, come dimostrato dagli agenti di Pordenone in collaborazione con la squadra mobile della Questura di Treviso. Nel corso delle perquisizioni compiute in questi giorni sono stati rinvenuti e sottoposti a sequestro alcuni monili in oro, pietre preziose e orologi per un valore complessivo di circa 20mila euro, oltre ad attrezzi da scasso come un martelletto frangivetro dotato di velcro, una pistola giocattolo priva di tappo rosso, nonché alcuni indumenti ancora bagnati a causa della pioggia di questi giorni fra cui un passamontagna di colore nero. Nel corso della perquisizione di Vazzola gli agenti hanno fermato anche un cittadino albanese sprovvisto di documenti. I controlli della Questura di Treviso, lo hanno identificato in N.K, anch'egli senza fissa dimora, già registrato in banca dati come inammissibile nel territorio Schengen da parte delle autorità tedesche, oltre ad annoverare a proprio carico svariati precedenti per porto ingiustificato di grimaldelli e attrezzi atti allo scasso e invasione di terreni ed edifici, commessi a Rimini e risalenti, rispettivamente, a maggio e giugno 2018. Il giovane è stato immediatamente espulso dall'Italia.

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Non è tutto: le indagini della Squadra Mobile della Questura di Pordenone hanno permesso di capire anche il modus operandi del ladro arrestato. Una volta individuato l’obiettivo il malvivente si arrampicava sulle grondaie o sui balconi delle case per raggiungere i piani alti, rompendo rapidamente le finestre di cucina o soggiorno e dimostrandosi oltremodo rapido e preciso nel selezionare oggetti anche di grande valore a portata di mano e facilmente trasportabili per poi darsi alla fuga. In questo modo è riuscito a mettere a segno anche 5 o 6 colpi nello spazio di appena un’ora. Sorpreso dal proprietario di casa in almeno un'occasione, il ladro è riuscito a fuggire camminando sui tetti degli edifici confinanti, dando prova di spiccate doti acrobatiche che gli sono valse, nell’ambiente criminale, il soprannome di “Gatto”. Tutto questo a maggior prova della pericolosità criminale del prevenuto, il quale non dimostrava nessuno scrupolo nel compiere i suoi raid, noncurante della eventuale presenza dei residenti. L'uomo è stato arrestato lo scorso 22 novembre alla fine di lunghe e accurate indagini per ordine del Pm Monica Carraturo che ne ha disposto la carcerazione a Pordenone. 

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